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Cascate del NiagaraLe ormai mitiche Niagara Falls, che si incontrano al confine tra il Canada e l’estremità nordoccidentale dello stato di New York, devono la loro fama mondiale più all'eccezionalità della loro ampiezza che non all'altezza. Benché non arrivino neppure ai 60 metri di salto nel loro punto più alto, le canadesi Horseshoe Falls, le più note e più spesso raffigurate, sono larghe circa 650 metri, mentre sul versante statunitense le American Falls, sono alte 'solo' una trentina di metri per una larghezza di poco più di 300 metri. Una delle caratteristiche più affascinanti delle cascate è costituita dal fenomeno di erosione regressiva a seguito della quale la parete calcarea da cui l’acqua precipita è stata erosa e ha risalito il fiume spostandosi negli ultimi 3000 anni dal Rainbow Bridge alla posizione attuale. Tale processo è stato ridotto negli ultimi decenni dallo sfruttamento idroelettrico della zona, che ha diminuito la portata d’acqua da 100 cm annuali a soli tre, ma secondo le previsioni fra migliaia d’anni le cascate raggiungeranno la città di Buffalo.
Il modo più entusiasmante per lasciarsi trasportare dalla straordinarietà del fenomeno naturale è sicuramente quello di effettuare una gita a bordo del Maid of the Mist che permette di immergersi nel cuore del brivido, ma se la prospettiva di trovarsi su un battello ai piedi delle cascate non convince, un’emozione simile la si riceve dalle piazzole della terrazza di Table Rock, sul lato canadese, in grado di garantire vedute spettacolari. Frequentatissimo è anche il Queen Victoria Park, che con i suoi viali alberati segue la riva del fiume per circa un chilometro fino al Rainbow Bridge che collega Canada e Stati Uniti. Dalla Minolta Tower e dalla Skylon Tower si ha invece una visione dall’alto dell’acqua che precipita ed è incredibile soprattutto la sera quando lo spettacolo naturale è messo in risalto dall'illuminazione. Il modo sicuramente più costoso ma anche il più emozionante e panoramico per osservare le Niagara Falls è di sorvolarle in elicottero e scendere fino alla gola sottostante. Solo in questo modo si ha forse l’esatta percezione dell’immensa massa acquea che si muove. Poco a valle il corso del fiume si stringe in un canyon e dà luogo a rapide visibili attraverso un percorso chiamato Great Gorge Adventur, ma anche dall’alto della Spanish Aerocar, una funivia a percorso orizzontale che all’altezza di 76 metri fa la spola da una riva all’altra proprio sopra il grande Whirlpool (‘vortice’). Rainbow Bridge costituisce il principale attraversamento per il lato statunitense delle cascate, assai meno spettacolare, i cui principali punti di osservazione sono Prospect Point, l’Observation Tower, Green Island posta al centro delle rapide davanti alle American Falls, Goat Island che divide il lato canadese da quello americano, Luna Island e la Cave of the winds, dove grazie ad alcune passerelle si arriva vicinissimi alla massa d’acqua. Situata sul lato canadese, la Maple Leaf Tower offre un panorama stupendo e ospita il Niagara Daredevil Museum, dov’è raccolto materiale sugli uomini e le donne avventurosi che hanno affrontato le cascate. Sin dal 1825, infatti, molti spericolati hanno tentato di superarle in vario modo: camminando su fili, gettandosi in botti giù dalle cascate e attraverso le rapide o persino a nuoto. Niagara Falls è una città degli Stati Uniti d'America, nella contea di Niagara, stato di New York. La città si estende sulla sponda americana del fiume Niagara in corrispondenza delle omonime cascate. Al di là del fiume, in territorio canadese, sorge una città chiamata anch'essa Niagara Falls. Le due città omonime sono collegate dal "Ponte dell'arcobaleno" che scavalca il fiume Niagara proprio di fronte alle cascate.
RAINBOW BRIDGE un arcobaleno di pietra forgiato dalla naturaI Navajo e i Paiute abitanti dell'Utah meridionale, tramandavano ai discendenti la leggenda del "nonnezoshi", l'arcobaleno di pietra che per gli avi era stato un luogo sacro, come testimoniano reperti archeologici rinvenuti sul posto, ma l'ubicazione era un segreto che pochi conoscevano. Nei racconti si parlava di questa meraviglia naturale che aveva la forma e i colori di un arcobaleno, e nel 1909 tre uomini bianchi organizzarono una spedizione per rintracciarla, facendosi guidare da due nativi. Attraverso zone impervie raggiunsero uno stretto canyon, talmente ben occultato dalla natura del luogo da far comprendere il perché così pochi ne conoscessero l'ubicazione. Superata l'entrata, lo stupore fu enorme: l'arco era leggiadro e perfetto, la pietra, delicatamente colorata di rosa, quando il cielo era sereno appariva di un intenso color lavanda mentre all'ultimo sole pomeridiano si striava di rosso e marrone. La voce si sparse e nel 1910 Rainbow Bridge fu dichiarato monumento nazionale americano. Per il presidente Theodore Roosevelt era senza ombra di dubbio la più grande meraviglia naturale del mondo. Fatto di arenaria, il ponte è lungo 94 m e l'altezza alla sommità dell'arco è di 88 m. La pietra ha uno spessore di 13 m ed è larga 10 m, misure imponenti per un'opera di tanta leggiadria che sovrasta un piccolo canyon e un modesto corso d'acqua, il Bridge Creek. È stata proprio quest'acqua, nel corso dei millenni, con le piene stagionali, ad erodere la pietra fino a darle la forma attuale, mentre il vento ne ha levigato la superficie. Per anni pochi hanno potuto ammirarlo, poiché per raggiungerlo bisognava percorrere una ventina di chilometri di sentieri da capre. Poi, nel 1963, in seguito al completamento della diga del Glen Canyon, la zona è stata aperta ai viaggiatori, che possono arrivare in barca fin nelle vicinanze del Ponte dell'Arcobaleno.
Ma se questo ponte è la super star, lo Utah vanta centinaia di archi di arenaria, duecento dei quali si trovano nell'Arches National Park, 300 km a nord della zona del primo. Ogni arco ha un suo nome, tra i più famosi l'Angel Arch, poiché l'arco sembra sormontato da un paio di ali, e il Delicat Arch, chiamato così poiché essendo alto più di un edificio di sette piani, nel punto più sottile misura scarsi due metri, particolare che non ne fa presagire una vita lunga. È splendido da vedere, così alto ed esile, isolato sul bordo di una depressione rocciosa. Oltre al poetico nome di Delicato, qualche bontempone l'ha soprannominato Old Maid's Bloomers, mutandoni della vecchia zitella, per la sua forma. Zitella che andava a cavallo, aggiungo io, viste le gambe arcuate! The Rainbow Bridge (Il Ponte dell'Arcobaleno): Le tribù degli Indiani d'America si sono tramandati per secoli questa leggenda, dedicata a tutte le persone che soffrono per la morte di un loro caro amico, che sia umano o non umano.
"Just this side of heaven is a place called Rainbow Bridge. When an animal dies that has been especially close to someone here, that pet goes to Rainbow Bridge. There are meadows and hills for all of our special friends so they can run and play together. There is plenty of food, water and sunshine, and our friends are warm and comfortable. All the animals who had been ill and old are restored to health and vigor; those who were hurt or maimed are made whole and strong again, just as we remember them in our dreams of days and times gone by. The animals are happy and content, except for one small thing; they each miss someone very special to them, who had to be left behind. They all run and play together, but the day comes when one suddenly stops and looks into the distance. His bright eyes are intent; His eager body quivers. Suddenly he begins to run from the group, flying over the green grass, his legs carrying him faster and faster. You have been spotted, and when you and your special friend finally meet, you cling together in joyous reunion, never to be parted again. The happy kisses rain upon your face; your hands again caress the beloved head, and you look once more into the trusting eyes of your pet, so long gone from your life but never absent from your heart. Then you cross Rainbow Bridge together...." - Author unknown.
"Lassù nel cielo c'è un luogo chiamato Ponte Dell'Arcobaleno. Quando muore un'amico peloso che è stato amato da qualcuno, questi sale su fino al Ponte dell'Arcobaleno, dove ci sono prati e colline a disposizione dei nostri amici, i quali possono correre e giocare assieme. C'è tanto cibo, tanta acqua, c'è tanta luce solare, ed i nostri amici sono al calduccio e a proprio agio. Tutti gli animali che si sono ammalati ritrovano la salute ed il vigore, quelli che sono stati feriti tornano intatti e forti, proprio come ce li ricordiamo quando li sogniamo ricordando i bei giorni passati assieme. Gli animali sono felici e contenti, salvo per una cosa: manca loro qualcuno che è stato veramente speciale per loro, dal quale hanno dovuto separarsi. Tutti loro corrono e giocano insieme, ma per ognuno di loro arriva un giorno in cui si fermano e guardano lontano all'orizzonte. I loro occhi lucenti sono all'erta, i loro corpi palpitanti. Allora si staccheranno dal gruppo, volando sull'erba verde, con le zampe che li condurranno sempre più velocemente. Vi hanno avvistato, vi hanno riconosciuto. Voi ed il vostro amico del cuore vi ritroverete, per non separarvi mai più. Una pioggia di baci vi ricoprirà il viso, la vostra mano potrà accarezzare di nuovo l'adorata testolina, e potrete guardare di nuovo negli occhi il vostro amico del cuore, che è stato fisicamente lontano da voi ma non è mai stato lontano dal vostro cuore. E allora attraverserete insieme il Ponte dell'Arcobaleno..." - Autore Ignoto - Traduzione di Annalaura dal testo in inglese della leggenda indiana.
Spanning 275 feet, the Rainbow Bridge is the largest natural bridge in the world. It was formed by the action of Bridge Creek as it flowed down from the Navajo Mountain Gradually, an amazing sandstone arch was formed. The Paiute and Navajo tribes named the bridge Nonnezoshe which means “rainbow turned to stone." For centuries, the Rainbow Bridge was considered a sacred spot by the Native American tribes who in habited the area. However, it only became known to the rest of the world in the early 1900s, when an expedition headed by University of Utah dean Byron Cummings and government surveyor W.B. Douglass discovered it. Then, on May 30, 1910, President William Howard Taft proclaimed Rainbow Bridge national monument material.
After World War II, the popularity of river running in Glen Canyon made Rainbow Bridge more accessible to more people. By 1963, the gates on the Glen Canyon Dam were closed. This caused the waters of Lake Powell began to rise, which in turn facilitated more frequent motor boat access to Rainbow Bridge. As a result, thousands of people began to visit the Rainbow Bridge National Monument each year.
Although this was great for tourism, the Native Americans who inhabited the outskirts of Rainbow Bridge Utah were not pleased. In an attempt to protect the religious sites against Lake Powell’s rising waters, in 1974 neighboring Navajo tribes filed suit in U.S. District Court against the Secretary of the Interior, the Commissioner of the Bureau of Reclamation and the Director of the National Park Service. The Court ruled against the Navajo. However, if you visit today, the National Parks Service asks that you approach the Rainbow Bridge National Monument in a manner that is respectful of its religious significance.
Today, hikers and backpackers can select one of two trails to reach Rainbow Bridge., Utah. One of the trails follows the south slopes of the massive Navajo Mountain. The other trail meanders along the mountain’s north slopes. Both of these trails meet in an intricate labyrinth of sandstone canyons that are located on the west side of Navajo Mountain.
As you approach the trailhead of Rainbow Bridge, Utah, the roads become progressively more challenging. However, you will eventually reach Cliff Canyon where you will find the Redbud Pass. This climbable rock pile was actually blasted out by John Wetherill in 1922 as a trail improvement. The last part of the trail follows the Bridge Canyon for another three miles. Be warned, the Canyon walls will hide the Rainbow Bridge National Mountain until you are almost there.
1408da wikipedia
1408 è un film del 2007 diretto dal regista svedese Mikael Håfström, tratto dall'omonimo breve racconto di Stephen King incluso nella raccolta Tutto è fatidico. Nel cast sono presenti John Cusack, Samuel L. Jackson e Mary McCormack. Il film è uscito nelle sale italiane il 23 novembre 2007, e in quelle americane il 22 giugno, sebbene nei trailer presenti nel sito internet facciano riferimento al 13. Negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 13 anni per i contenuti della pellicola, comprese inquietanti sequenze di violenza e di terrore.
Il film racconta di Mike Enslin (Cusack), un impopolare scrittore specializzato nell'horror. La carriera di Enslin è basata su investigazioni in case stregate, sebbene il suo continuo insuccesso lo abbia portato ad essere annoiato e pessimista riguardo il paranormale. Enslin riceve un invito dal Dolphin Hotel di New York, in cui è presente la fantomatica stanza 1408. Interessato, Enslin decide di passarci una notte, in cui arriverà vicino alla pazzia. Negli Stati Uniti il film è stato un successo sia di critica che al botteghino, diventanto uno dei film più lucrosi del 2007 Trama Mike Enslin (Cusack) è diventato uno scettico scrittore specializzato nello smascherare le finte "case stregate", dopo la tragica morte di sua figlia Katie. Dopo aver finito il suo ultimo libro, "Dieci notti in dieci case infestate", Mike riceve una cartolina anonima del Dolphin Hotel di New York, contenente il messaggio <<non entrare nella 1408>>. Accogliendo l'invito come una sfida, Enslin si prepara a prenotare la camera, ma l'hotel non gliela affitterà. Tuttavia, viene informato dal suo agente Sam Farrell (Shaloub) che una legge ordina che gli hotel facciano prenotare le stanze vuote, così il Dolphin, con riluttanza, è costretto a riservare la camera 1408 a Enslin Arrivato al Dolphin, Enslin ha un discorso col direttore dell'albergo, Gerald Olin (Jackson), che avverte lo scrittore del fatto che nessuno sia durato più di un'ora nella 1408. Olin offre a Enslin un soggiorno nella suite dell'albergo, l'accesso ai documenti riguardanti le morti avvenute nella 1408 e 800 dollari di cognac, per dissuadere l'autore dal suo piano. Enslin accetta i documenti e il cognac, ma insiste nell'avere l'accesso alla stanza, esasperando Olin. Il direttore gli dà le chiavi, avvertendolo ancora sui fatti. Una volta dentro la camera, Enslin attiva il suo registratore e parla della stanza, esaminandola. Appena finito il lavoro, la radio si accende improvvisamente, e inizia la canzone "We've only just begun" dei The Carpenters, e scatta un countdown che dà inizio ad atroci allucinazioni, che porteranno Mike Enslin a vivere la notte più terrificante della sua vita. Durante queste allucinazione egli vede alcune delle vittime precedenti della 1408 suicidarsi gettandosi dalla finestra. Inoltre ha riccorrenti visioni e allucinazioni sonore riguardanti la figlia. La prima è la più inquietante, la figlia sussurra "chi è fuori è fuori chi è dentro è dentro papà!" nella camera, come a voler dire che non c'è via d'uscita. Dopo aver sopportato l'inferno dentro la camera, la radiosveglia si resetta, costringendo Mike a rivivere tutto quanto, però lui nota una scritta insolita nella parete della camera "Burn Me Alive" (Bruciami Vivo) e capisce che l'unico modo per sfuggire alla stanza è quella di bruciare l'arreddamento. Infatti il cognac dato dal proprietario dell'albergo non è per bere ma per alimentare la fiammata, dopo aver dato fuoco alla camera, i pompieri intervengono a salvarlo. Tornato a casa con Lily, la moglie, prova a convincerla dell'accaduto nella camera, ma lei non gli crede, finché Michael non trova il registratore e ascolta tutto quello che aveva registrato nella camera, sentendo anche la voce della figlia implorare per tornare con la sua famiglia. Riferimenti al numero 13Come già successo con il film Number 23, anche in questa pellicola la numerologia ha molta rilevanza, soprattutto ne confronti del superstizioso numero 13.
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