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日志


V per Vendetta

   

Da Wikipedia

 

« I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli »

 

(V, da Thomas Jefferson)

 

« Dietro questa maschera non c'è solo carne, mister Creedy. C'è un idea, e le idee sono a prova di proiettile. »

 

(V a Creedy)

V per Vendetta è un film del 2005 diretto da James McTeigue. Il film è tratto dal graphic novel V for Vendetta scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd, adattata per il grande schermo dai fratelli Wachowski.

Trama

La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica e distopica, in cui un regime, guidato dal "dittatore" Adam Sutler (John Hurt) ha preso il potere in seguito alla confusione derivata da presunti attentati terroristici contro la popolazione, attuati con un virus letale che uccise quasi centomila persone. tra il 2005 e il 2015, la Gran Bretagna e il resto del mondo attraversa un periodo socio-politico instabile, con le proteste civili che sfociano spesso in guerriglie urbane. Nel 2015 il partito neo-conservatore guidato da Adam Sutler, riesce a ottenere un largo consenso nel popolo utilizzando la paura come catalizzatore e vince le elezioni politiche a mani basse. Il risultato finale è la "pace civile" in cambio delle libertà individuali e il popolo accetta questo compromesso. Qualche anno dopo, il sistema viene turbato dalle azioni di William Rookwood, in arte V (Hugo Weaving). V è un uomo-cavia sopravvissuto agli esperimenti biologici nei campi di concentramento prima della guerra civile. Egli si nasconde dietro la maschera di Guy Fawkes, un anarco-insurrezionalista britannico che ha cercato di far saltare in aria il parlamento inglese nel 1606. Lungo il suo cammino, V si imbatte nella giovane Evey Hammond, una ragazza orfana che nasconde il suo odio profondo nei confronti dell'attuale governo. Durante un'attacco alla principale emittente televisiva, Evey viene coinvolta suo malgrado da V nello scontro con la polizia e rimane ferita. Iniza così un rapporto fatto di amore-odio tra la ragazza e il suo salvatore. Nel frattempo, il governo incarica il detective Finch (Stephen Rea) di scovare il "pericoloso terrorista" e assicurarlo alla giustizia. Ma poco a poco il poliziotto capisce che qualcosa non quadra e dopo aver incontrato V senza saperlo, scopre scenari inquietanti riguardo al suo partito e viene quindi messo da parte. Il giorno 5 novembre 2020, V è pronto per il suo atto finale...la fine della sua opera teatrale sarà la distruzione del parlamento, simbolo supremo del marcio che è stato compiuto nel paese. Ma prima di morire, dichiara il suo amore per Evey con la speranza di non essere mai dimenticato. Quel giorno, il popolo si svegliò dal torpore e scese lungo le strade per iniziare un nuovo cammino...un cammino fatto di giustizia, libertà e uguaglianza.

Riferimenti e analogie

Le connotazioni del regime hanno dei chiari riferimenti al modello della politica totalitaria con mezzi di comunicazione controllati dal governo, corpi di polizia segreta, campi di concentramento per minoranze discriminate dal punto di vista razziale e sessuale. A questo si aggiunge una forte componente tecnocratica, con richiami al 1984 di George Orwell (i cittadini sono costantemente monitorati dalle telecamere a circuito chiuso ed ascoltati tramite continue intercettazioni ambientali). Nella storia, di volta in volta, compaiono riferimenti alla lettera V e al numero 5 ("V", in numeri romani, rappresenta il 5). Si possono notare alcune analogie, inoltre, con la storia del Fantasma dell'Opera di Gaston Leroux: ad esempio il parallelismo tra il rifugio di V e quello del Fantasma, il fatto che entrambi i personaggi indossino una maschera, il numero del palco del fantasma al teatro dell'Opera (il 5), la rosa rossa come "firma". Nella scena in cui V uccide il cancelliere e non muore in seguito alla sparatoria con le forze di polizia, è presente un chiaro riferimento al film Per un pugno di dollari di Sergio Leone, nel quale l'uomo senza nome (Clint Eastwood) si difende dagli spari di Ramón (Gian Maria Volontè) usando una lastra d'acciaio come giubbotto antiproiettile. La frase pronunciata da V, «È il principio fondamentale dell'universo: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria», è molto simile ad un'altra pronunciata dal Merovingio in Matrix Reloaded, diretto dai fratelli Wachowski, produttori di questo film. Il concetto espresso afferisce al III principio della dinamica di Newton, conosciuto come "Principio di azione e reazione".

Produzione

Il film è il frutto dell'impegno di molti cineasti che già avevano dato la luce alla trilogia di Matrix. Nel 1988, il produttore Joel Silver acquistò i diritti di due opere di Alan Moore: V for Vendetta e Watchmen. I Wachowski brothers erano grandi fan di V for Vendetta e a metà degli anni novanta, prima di lavorare alla pellicola Matrix, scrissero una sceneggiatura che seguiva abbastanza fedelmente il fumetto. Durante la postproduzione del terzo film della trilogia di Matrix i Wachowski brothers revisionarono la sceneggiatura e offrirono il ruolo del regista a James McTeigue e a Pedro Esteves. Tutti trovarono che il testo originale si adattava bene alla contingente situazione politica internazionale. Moore si dissociò apertamente dal film, lamentandosi di come il suo testo era stato adattato. Egli interruppe per questo la sua collaborazione con la DC Comics dopo che la Warner Bros. (partner della DC) non riuscì a ritirare il nome di Moore dall'operazione. Moore si lamentò del fatto che la sceneggiatura conteneva diversi buchi narrativi e di come l'adattamento avesse stravolto il senso originale della sua storia nella quale due ideali politici antitetici, anarchia e fascismo si trovano a combattersi l'un l'altro. Si lamentò di come il suo lavoro fosse stato trasformato in una storia sul "moderno neo-conservatorismo americano contro il recente neo-liberalismo americano". Per volontà dell'autore, quindi il suo nome non compare nei titoli. Al contrario David Lloyd, illustratore del fumetto e assiduo collaboratore di Moore, supportò la lavorazione del film e si dichiarò soddisfatto della sceneggiatura.

 

Cubo di Rubik

 

Da Wikipedia.

Cubo di Rubik (o Cubo magico) è un celebre rompicapo inventato dal professore di architettura e scultore ungherese Erno Rubik nel 1974. Chiamato originariamente Magic Cube (Cubo magico) dal suo inventore, il rompicapo fu rinominato in Rubik's Cube (Cubo di Rubik) dalla Ideal Toys nel 1980 e nello stesso anno vinse il premio Game of the Year in Germania come miglior rompicapo. È il giocattolo più venduto della storia, con circa 300.000.000 pezzi venduti considerando le imitazioni. Il Cubo di Rubik ha 9 quadrati su ogni faccia, per un totale di 54 quadrati. Solitamente i quadrati differiscono tra loro per il colore, con un totale di 6 colori differenti. Quando il Cubo di Rubik è risolto, ogni faccia ha i quadrati dello stesso colore. Il rompicapo ha celebrato il 25esimo anniversario nel 2005, anno nel quale è stata presentata una versione speciale del cubo, con il logo ufficiale - Rubik's Cube 1980-2005 - stampato su un quadrato di colore bianco. Il rompicapo è disponibile in 4 versioni differenti: 2×2×2 (Pocket Cube), 3×3×3 (Rubik's Cube), il 4×4×4 (Rubik's Revenge), e il 5×5×5 (Professor's Cube). Recentemente, l'inventore greco Panagiotis Verdes ha brevettato un metodo di creazione del rompicapo per superare la versione 5×5×5, fino ad arrivare a 11×11×11. I suoi modelli, che includono un meccanismo migliorato per le versioni 3×3×3, 4×4×4, e 5×5×5, sono adatti per risolvere velocemente il rompicapo, considerato che le versioni del cubo superiori a 3×3×3 tendono a rompersi facilmente. Fino all'1 giugno 2007, questi nuovi modelli sono ancora in fase di test, e non sono ancora disponibili, benché siano stati rilasciati alcuni video dei prototipi delle versioni 6×6×6 e 7×7×7. Vi è inoltre una variazione del cubo di Rubik chiamata Sudokube. Come il nome suggerisce, è una combinazione del cubo con il popolare gioco di logica Sudoku. Lo scopo del gioco è di risalire alla posizione originale dei cubetti portando il cubo ad avere per ogni faccia un colore uguale. Il cubo, nella versione 3x3x3, può assumere ben 43.252.003.274.489.856.000 di combinazioni possibili, senza considerare le rotazioni delle 6 faccette centrali, di cui solo una è quella corretta. Il cubo, nella verione 2x2x2, può assumere 3.674.160 di combinazioni possibili, di cui solo una è quella corretta. Fu inizialmente progettato da Rubik a scopi didattici e all'inizio si diffuse solo tra i matematici ungheresi, interessati ai problemi statistici e teorici che il cubo poneva. Qualche anno più tardi un matematico inglese scrisse su quest'oggetto un articolo che portò la sua fama fuori dai confini dell'Ungheria. Nel giro di pochi anni, il cubo di Rubik invase i negozi europei ed americani, diventando il rompicapo più venduto della storia. Nel solo 1982 ne furono venduti oltre 100 milioni di pezzi e Rubik divenne il cittadino più ricco del suo paese.Ancora oggi si svolgono veri e propri Campionati del Mondo nel quale i concorrenti, che giungono da ogni parte del pianeta, si sfidano nel ricomporlo nel minor tempo possibile. Ad oggi il record del mondo nella singola risoluzione in competizioni ufficiali appartiene a Yu Nakajima che lo ha risolto in 8.72 secondi durante i Kashiwa Open 2008  tenutisi a Kashiwa il 5 maggio 2008, il record nella media di 5 cubi appartiene sempre a Yu Nakajima  con 11.28 secondi, record ottenuto durante la medesima competizione.

Metodi risolutivi

 Il più intuitivo metodo risolutivo è il metodo a strati. Consiste nella risoluzione strato per strato. Vi sono 7 passi da effettuare (croce, angoli primo strato, secondo strato, orientamento spigoli, orientamento angoli, permutazione spigoli, permutazione strati). Questo metodo ha il vantaggio di dover memorizzare pochi algoritmi, ma non è adatto per lo speedcubing. Il metodo Fridrich, che prende il nome dalla sua inventrice, Jessica Fridrich, raggruppa secondo-terzo, quarto-quinto, sesto-settimo passaggio del metodo a strati in singoli passaggi. Il metodo Petrus, inventato da Lars Petrus, consta di 7 fasi: costruire il cubo 2x2x2, allargarlo a 2x2x3, orientare gli spigoli, completare 2 superfici, posizionare gli angoli, orientare gli angoli, posizionare gli spigoli. Ha il vantaggio di non disfare quasi mai la parte del cubo che si è già costruita, e per questo permette solitamente di risolvere il cubo più velocemente (e con un numero di mosse inferiori) rispetto agli altri metodi. Vi sono, inoltre, altri metodi qui non elencati come il corner first,ecc.

25 mosse 

Secondo un calcolo di un matematico dell'università di Stanford non c'è configurazione del cubo di Rubik che richieda necessariamente più di 25 mosse per risolverlo . In altre parole, potendo disporre di almeno 25 mosse si avrebbe la certezza di poterlo risolvere, qualunque sia il punto di partenza ma è ritenuto virtualmente impossibile finirlo in meno di queste. Le 25 mosse sono gergalmente e notoriamente chiamate "Il muro di Rubik" proprio perché teoricamente non si può risolvere in meno mosse.

 info: http://www.rubiks.com/

Secrets on Dollars

: 

Mona Lisa

              

Numero 23

  

Coppa Italia alla Roma!

      

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Life of Brian

                       

« "Romanes eunt domus": «Certi chiamati Romanes vanno "la" casa»?!? »

 (Centurione di guardia al palazzo del governatore)

Brian di Nazareth è un film commedia del 1979 del gruppo comico inglese dei Monty Python.

 

Trama

Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.

Nato contemporaneamente a Gesù in una grotta accanto alla sua, Brian viene subito scambiato dai Re Magi per il Bambino che cercano, e perciò essi offrono i loro doni alla sua petulante madre, ma accortisi subito dell'errore, tornano a riprenderseli.

Trentatré anni dopo, Brian, un giovane "nasone" (appellativo con cui spesso verranno chiamati gli Ebrei nel film), assiste da lontano al discorso delle "Beatitudini" tenuto da Gesù, ma sia per la distanza che per le chiacchiere e le liti delle persone vicine, non riesce ad afferrare bene le parole pronunciate dal Maestro e non riesce a comprenderne a pieno il loro significato. Eppure, in Brian cominciano a maturare nuove idee di rivalsa sociale.

La madre lo persuade allora ad accompagnarla a una lapidazione, una pratica aperta solo agli uomini. In programma vi è l'esecuzione di un vecchio, colpevole di aver pronunciato una volta di troppo il nome di Geova, ma il giudice verrà lapidato al posto del condannato, per mano di un folto gruppo di donne con la barba finta.

Successivamente Brian entra in un'organizzazione rivoluzionaria, il "Fronte Popolare di Giudea", che vuole liberare la Palestina dall'occupazione romana. Il giovane entra in contatto con i rivoluzionari durante uno spettacolo nel fantomatico "Colosseo" di Gerusalemme, dove alcuni inservienti raccolgono i pezzi di cadavere frutto del matinée.

Per provare il suo coraggio, i rivoluzionari incaricano Brian di scrivere, nottetempo, la frase "Romani andate a casa" (citazione dello "Yankee go Home" delle dimostrazioni contro la Guerra del Vietnam) sul muro del palazzo del governatore. Poco avvezzo alle complicazioni della lingua latina, Brian viene colto sul fatto mentre scrive "Romanes eunt domus" da un legionario più ligio alla forma che alla sostanza, e questi tiene a Brian una lezione di grammatica col gladio spianato, obbligandolo per punizione a riscrivere la frase giusta ("Romani ite domum") cento volte. All'alba, dopo aver tappezzato la facciata del palazzo del governo con la frase incriminata ed essere sfuggito al conseguente inseguimento da parte di un plotone di legionari, Brian diventa l'idolo degli affiliati al "Fronte Popolare della Giudea" per la prodezza dell'impresa, ma i Romani iniziano a tenerlo d'occhio.

Il giovane, che è riuscito per caso a sfuggire ad una severa punizione, viene scambiato poi per un messia dalla folla, dopo che egli aveva pronunciato poche frasi di buonsenso, non prive di una certa confusione. La folla si convince che egli sia un vero profeta, capace di fare miracoli, soprattutto dopo che un vecchio eremita dalla folta barba inizia parlare e a gridare dopo 18 anni di rigoroso silenzio e meditazione – ma solo per imprecare, dal momento che Brian gli ha schiacciato un callo. La folla, che ha inseguito Brian raccogliendo persino un suo sandalo come reliquia, scambia l'evento per un prodigio, e sparge la voce sulla sua santità.

Dopo una notte trascorsa con l'amata Judith, un'altra rivoluzionaria dello stesso movimento, Brian trova al mattino, davanti alla propria casa, una moltitudine entusiasta, cui si presenta ignaro e, inizialmente, completamente nudo. Brian tiene loro un discorso in cui li esorta, con scarsi risultati, a pensare con la propria testa. Interviene anche la madre, chiedendo alla folla di disperdersi, ma l'unica risposta che ottiene è "È lui, è il messia!". Arrestato come sobillatore dai soldati romani, viene condotto davanti a Pilato, personaggio ambiguo caratterizzato da una evidentissima "erre moscia", in procinto di organizzare una grandiosa crocifissione con moltissimi condannati. Pilato tiene alla folla un discorso, come da tradizione, per il quale il suo amico, dal nome wisibile di Marco Pisellonio, è venuto apposta da Roma. Il difetto di Marco, una tremenda difficoltà nel pronunciare la esse fa sbellicare dal ridere la folla mentre descrive la crudeltà dei sassaioli sassoni.

Brian, ormai messo fra i crocifiggendi, afferma invano di discendere da un centurione romano; poi, quando la folla chiede, secondo l'uso, la liberazione di un condannato e grida il suo nome, Pilato manda i soldati a salvarlo, ma essi liberano per errore un altro, e Brian viene innalzato sulla croce. L'esaltata Judith lo ringrazia, nemmeno tentando di salvarlo, perché il movimento ha bisogno di un martire.

Giunta successivamente Mandy, la madre di Brian sempre più petulante, invece di preoccuparsi per il figlio, lo rimprovera e il giovane si appresta a morire con gli altri compagni crocifissi cantando in coro la celebre Always look on the bright side of life.

 

 Considerazioni 

Il film è stato spesso tacciato di blasfémia ed ha suscitato scandalo per il tema trattato (una parodia a sfondo religioso) e per un nudo integrale frontale maschile, ciò che ha ritardato di ben 12 anni la sua uscita in Italia.

Il doppiaggio in italiano è riuscito a conservare gran parte del potenziale comico della pellicola, riuscendo ad aggirare efficacemente l'impossibilità di tradurre letteralmente dall'inglese i giochi di parole profusi nel film senza fargli perdere gran parte del proprio potenziale comico.

È chiaro che la materia (la narrazione in presa diretta delle vicende di un inverosimile personaggio dal nome inglese Brian, coevo di Gesù) si presta alle interpretazione più varie, collegate anche alle diverse sensibilità religiose; in ogni caso, considerando il periodo in cui il film è stato realizzato (la fine dei famigerati anni settanta, in Inghilterra, poi), si capisce come i Monty Python abbiano dato una loro lettura, graffiante e sorprendente, non tanto del personaggio del Cristo, come invece avviene in Jesus Christ Superstar, altro film ucronico (cioè "fuori dal tempo" storico) che può inserirsi nel filone dei film di rivisitazione religiosa, quanto piuttosto dei comportamenti e delle motivazioni che animavano quanti, a vario titolo, si trovano ad imbattersi con la figura rivoluzionaria di Brian-Gesù, un predicatore di pace dalle idee molto precise e a tratti utopiche (anche se a tratti si può leggere una velata critica alla Chiesa cattolica).

La solidarietà e la tolleranza regnano sovrane in tutto il film, anche nella sfera sessuale, tanto che per non offendere niente e nessuno (vi è pure un personaggio che si dichiara omosessuale), si può arrivare anche ad un gioco di parole dall'effetto esilarante: "Madre-patria o Padre-matria".

Gli autori hanno voluto gettare il discredito su diverse categorie sociali e di persone che si sono trovate ad interagire per vari motivi con la figura rivoluzionaria di Brian (i sacerdoti del tempio, i mercanti fuori o dentro di esso, i soldati e i funzionari dell'Impero romano, gli oppositori dell'impero che si fanno la guerra tra loro, i bigotti che non hanno senso critico, la gente oppressa dal fanatismo, e molti altri), criticando il contesto storico-sociale in cui è ambientata la vicenda, la Giudea di 2000 anni fa, ma al tempo stesso hanno prodotto una sottile critica alla società inglese della fine degli anni '70.

Gesù viene rappresentato restando sempre sullo sfondo della scena, occupata invece da Brian e dai personaggi che questi incontra e che spesso nemmeno lo prendono in considerazione nelle sue osservazioni a volte ironiche e spesso ingenue sulla palese differenza tra ciò che a lui pare che il "Messia" voglia dire ed i tentativi goffi, ma portati avanti proditoriamente, da quanti cercano un proprio facile tornaconto da quegli avvenimenti grandiosi. Le vicende dei due "Messia" si incrociano solo due volte, una volta mentre Brian ascolta il discorso delle "Beatitudini" e un'altra volta indirettamente quando un lebbroso racconta a Brian della sua miracolosa guarigione avvenuta grazie o a causa di Gesù.

I Monty Python sono stati da sempre una voce fuori dal coro per la loro concezione del cinema e del teatro e per le loro idee, anche questo è rappresentato nel film con una goffa e buffa voce di dissenso ("IO NO!!!") che si leva in modo autonomo e inaspettato ogni qual volta che un'ovazione plebiscitaria si eleva in favore di Brian o quando occorre prendere una decisione.

I personaggi creati dalla mente del colto gruppo di autori (i "Monty Python" sono considerati il gruppo comico più colto al mondo, essendo tutti laureati tra Cambridge, Oxford e Los Angeles), sono davvero spassosissimi, e tutti sono impersonati da loro sei (non era infrequente la interpretazione da parte di ognuno di loro di più di un personaggio nello stesso film). Ponzio Pilato, affetto da rotacismo e canzonato dal popolo insieme all'amico Marco Pisellonio (incapace invece di pronunciare la lettera "s"); il "lebbroso miracolato", che saltellando come un ossesso si ritrova senza il suo onesto lavoro perché, non avendo più alcuna malattia, non commuove più i passanti; l'eremita che viveva in un fosso e aveva fatto voto del silenzio che si cibava solo di bacche di ginepro; i membri del "Fronte Popolare di Giudea", sempre impegnati a pianificare le proprie azioni ma sempre restii ad agire, e molti ancora.

Ad una lettura superficiale, il film appare come una serie di gag esilaranti e a volte sconclusionate (come ad esempio la scena in cui intervengono addirittura degli alieni a risolvere, quasi come un "Deus ex machina", una situazione altrimenti di difficile risoluzione); ma ad una lettura attenta e critica, si possono trovare numerosi spunti di riflessione sulla religione, la religiosità, la società moderna e la "società storica" di duemila anni fa.

 

 Versione italiana in DVD 

Nel gennaio del 2008 è stata finalmente rilasciata un'edizione del film in DVD. Si tratta della versione definita "The immaculate edition", pubblicata su due dischi e contenente gli stessi contenuti speciali dell'omonima edizione inglese. Per l'occasione il film è stato interamente ridoppiato in italiano. Il nuovo doppiaggio è notevolmente diverso rispetto a quello originale della prima versione italiana e sebbene alcuni doppiatori siano stati riconfermati, altri sono stati sostituiti. L'esclusione dell'audio originale ha scontentato molti fan del film, soprattutto a causa dell'intepretazione di alcuni personaggi nel nuovo doppiaggio, ritenuta meno divertente rispetto a quella originale.

 

 Riconoscimento

Nel 2000 i lettori della rivista Total Film l'hanno eletto film più divertente della storia del cinema in un sondaggio apposito.

 

Rispolverata tra i ricordi....

Pippi:
eh si...pippi pippi pippi ke nome fa un po ridire, ma voi riderete x quello ke faro.. questo me l ha dato Mary..Piruli! E il suo viene da : piruli piruli piangeva, voleva mezza mela, la mamma nn l aveva..piruli piruli piangeva.. a mezzanotte in punto passava un aeroplano e sotto c era scritto..piruli piruli sta zitto!
Pupy:
figlia di cicci e jelihhh...eheh
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Diavolo di sabbia o Turbine di polvere

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Da Wikipedia

Il diavolo di sabbia (o diavolo di polvere, “dust devil”) è un fenomeno meteorologico tipico dei territori desertici e secchi. Il "diavolo di sabbia" non è minimamente legato ad una perturbazione a carattere temporalesco, come quella dei tornado, ovvero trombe d'aria. La sua forma richiama molto quella delle tromba d'aria, tuttavia le dimensioni sono molto più piccole e l'altezza del cono di sabbia e polvere non si eleva oltre i 500 metri. La particolarità di questo fenomeno, vere e proprie trombe d'aria in miniatura, è che si sviluppano quando in cielo non vi è nemmeno una nuvola, infatti non sono legate a nessuna nube di passaggio o temporale. La durata di questo particolare e frequente fenomeno va da 30 secondi fino a 20 30 minuti. La sua formazione è causata da un eccessivo surriscaldamento del suolo secco e caldo, che con l'incontro di venti al suolo freddi, che portano precipitazioni, generano questi mulinelli di sabbia che possono crescere in dimensioni e in potenza. Di solito questi fenomeni sono molto frequenti nel deserto del Sahara e negli altipiani desertici dell'Iran e del deserto del Gobi oppure anche fra le vallate più secche del Tibet. I più grandi "diavoli di sabbia" si sono sviluppati soprattutto negli USA, nelle desertiche spianate del Nevada e del Texas. Ma non si esclude che certi fenomeni, seppure in forma molto ridotta, possano colpire anche i campetti da calcio di periferia oppure le spiagge turistiche in Italia.

 

È successo infatti nel settembre del 2002 che ad Ugento in Puglia proprio da un campo da calcio si sviluppasse un "diavolo di sabbia" che fu visto dalla spiaggia e raggiunse l'altezza di 300 metri. I più grandi "diavoli di sabbia" sono stati filmati e registrati nel Nevada, dove uno di questi nel luglio 1999 raggiunse un'altezza di 524 metri e una velocità in centro di 85 km/h. Non si sono mai avute notizie di morti causati da "diavoli di sabbia". Certo è che i più grandi sono capaci di sradicare arbusti, sollevare dal suolo biciclette e motocicli, capannoni, tavoli e di infrangere vetrate. L'ultimo caso di "diavolo di sabbia" si è avuto in Sicilia, sulle spiagge di Trapani nel settembre 2006, dove le cronache locali parlano di un'altezza di ben 200 metri e di parecchi danni alle strutture turistiche.

 

 Su Marte

Particolarmente frequenti sono i diavoli di sabbia nelle lande desertiche marziane, filmati e fotografati da varie sonde:
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Trombe marine

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Le trombe marine (o waterspout) sono fenomeni simili ai tornado che si verificano sulle superfici lacuali o marine. Seguono un processo di sviluppo differente dai tornado terrestri: in generale, infatti, le trombe marine non necessitano di supercelle o di intense formazioni temporalesche mesocicloniche: spesso hanno origine da temporali di modesta entità o addirittura da nubi minori rispetto ai cumulonembi (Cumulus Congestus). L’origine delle trombe marine non segue la normale tornadogenesi: quasi sempre la loro nascita è dovuta ad una rotazione dei venti preesistente alla formazione della nuova di origine, la cui combinazione con un moto convettivo genera la tromba. La loro intensità è mediamente minore rispetto alle trombe d’aria, ma ci sono casi (rari) dove la tornadogenesi è uguale a quella dei tornado terrestri e l’intensità del fenomeno può essere straordinariamente considerevole. In questo caso la tromba marina viene detta tornadica.

Tornado

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Da Wikipedia

I tornado, o trombe d’aria, sono violenti vortici d’aria che si originano alla base di un cumulonembo e giungono a toccare il suolo. I tornado sono associati quasi sempre a temporali molto violenti, possono percorrere centinaia di chilometri e generare venti di 500 km/h. I tornado sono fenomeni meteorologici altamente distruttivi, nell’area mediterranea rappresentano il fenomeno più violento verificabile.

 

 Aspetto 

Il tornado si presenta come un imbuto che si protende dalla base del cumulonembo fino al terreno o alla superficie marina. I tornado che si verificano sulla terra ferma (la maggior parte) sollevano una grande quantità di polvere e detriti che accompagna il loro moto fino alla dissipazione. Il diametro della base di un tornado varia dai 100 ai 500 metri, ma in casi eccezionali sono stati registrati tornado con diametro di base superiore al 1 km. L’altezza di un tornado può variare tra i 100 e i 1000 metri, in relazione alla distanza tra suolo e base del cumulonembo. I tornado più violenti tendono a presentarsi come imbuti con confini lineari, in generale i più deboli si presentano con una forma sinuosa che si assottiglia progressivamente con l’inizio della dissipazione.

 

 Processo di formazione

Il processo di formazione di un tornado è legato a caratteristiche atmosferiche particolari. Normalmente un fenomeno temporalesco sviluppa dei moti ventosi al suo interno più o meno rettilinei; in alcuni casi, invece, il moto ventoso che genera il cumulonembo può dar vita a vortici, ovvero alla formazione di moti circolatori all’interno e all'esterno della nube. Questi vortici, in determinate situazioni, danno origine a tornado. La nascita dei moti vorticosi può avere cause molteplici: la più comune è che la turbolenza vorticosa sia originata dal contrasto tra la corrente ascensionale e quella discendente del temporale; in questo caso i tornado generati sono di norma di debole intensità e di breve durata. L'altra possibilità è che il moto vorticoso nasca insieme alla formazione temporalesca e ne determini lo sviluppo producendo al suo interno un sistema rotatorio e in questo caso si parla di mesocicloni. La formazione dei mesocicloni dipende dal fenomeno del windshare (vento variabile), una particolare circolazione atmosferica che si verifica solamente in presenza di venti variabili di intensità e direzione in quota progressiva. Queste condizioni stimolano lo sviluppo di moti rotatori in una zona di instabilità atmosferica, l’intensità dei temporali che si formano in presenza di windshare aumenta notevolmente. Un’altra condizione utile alla formazione di un tornado è la presenza di correnti fredde in quota (correnti a getto) che alimentano il moto convettivo del cumulonembo e ne stimolano la rotazione. Queste condizioni atmosferiche danno vita a temporali di notevole intensità, potenzialmente capaci di generare dei tornado. Il fenomeno tornadico ha origine nel settore ascensionale (updraft) di queste intense formazioni temporalesche, la cui circolazione (come quella dei venti del mesociclone) è antioraria nell’emisfero boreale e oraria nell’emisfero australe (per l’effetto di Coriolis). Al centro della colonna d’aria ascensionale si forma una notevole depressione con una differenza di gradiente barico tra centro e periferia, nel caso questa raggiunga valori notevoli (dai 20 ai 40 hPa) l’aria viene letteralmente risucchiata fino a raggiungere il suolo, con una corrente circolatoria concentrata che raggiunge altissime velocità.

 

 Classificazione e distruttivita

Un violento tornado fotografato a Seymour nel TexasLa distruttività di un tornado si calcola in base alla sua durata, velocità e intensità dei venti. I Tornado più distruttivi vengono generati dalle supercelle, cumulonembi mesociclonici di enorme intensità che si sviluppano tipicamente in determinate zone geografiche (in particolare in alcune zone degli Stati Uniti), dove le condizioni atmosferiche sono così intense (elevato windshare, forti correnti a getto in quota, grande differenza di valori igrometrici tra suolo e quota e contrasto termico elevato tra masse d’aria coinvolte) da generare tempeste di estrema potenza. Un tornado mediamente dura dai 5 ai 15 minuti, ma in alcuni casi, in relazione alla sua intensità, può arrivare a durare anche più di un’ora. I suoi spostamenti oscillano tra una velocità spesso non costante compresa tra 30 e 100 km/h. La classificazione dei tornado avviene in base alla rilevazione empirica dei danni causati secondo la Scala Fujita, dal nome del professore dell’Università di Chicago che l’ha ideata nel 1971. Come per i terremoti con la Scala Mercalli la suddivisione avviene per gradi di distruttività del fenomeno:

 

Grado Classificazione Velocita del vento

F0 DEBOLE 64-116 Km/h

F1 MODERATO 117-180 Km/h

F2 SIGNIFICATIVO 181-253 Km/h

F3 FORTE 254-332 Km/h

F4 DEVASTANTE 333-419 Km/h

F5 INCREDIBILE 420-512 Km/h

Ad ogni grado Fujita corrisponde un livello di distruttività. Si parte dall’F0 che può danneggiare i rami degli alberi, sollevare le tegole dei tetti, fino ad arrivare all’F5 che rade al suolo ogni cosa si trovi sul suo cammino fino ad eradicare le fondamenta di case ed edifici. In particolare, per la caduta di pressione atmosferica che viene a verificarsi durante il passaggio di un tornado violento (si stima di circa 100 hPa in pochi secondi) le strutture chiuse, per la differenza barica con l’esterno, esplodono letteralmente. I tornado più frequenti sono quelli compresi tra le classi F0 e F1, solo il 5% dei tornado è classificato come forte. I tornado devastanti (F4-F5) coprono una percentuale compresa tra l'1% e lo 0,1%, e sono per questo molto rari.

 

 Incidenza dei tornado 

 Le aree di maggior incidenza dei tornado (mappa NOAA)Il fenomeno tornadico, per quanto possa verificarsi ovunque escludendo le zone polari, si presenta in alcune zone geografiche particolari che presentano con regolarità le condizioni ottimali per il suo sviluppo. La più famosa è la cosiddetta “Tornado Alley” (l'Area dei Tornado), negli Stati Uniti (il paese maggiormente colpito da questo fenomeno per frequenza e intensità). Questa zona comprende lo stato del Texas, l'Arkansas, l'Oklahoma, il Nebraska, Il Kansas, il Missouri, l'Iowa, il South Dakota e l'Illinois. Lo stato maggiormente coinvolto è sicuramente l’Oklahoma, dove si registra la maggior densità di tornado per 1.000 miglia quadrate.

Le cause che fanno di questa zona (la Tornado Alley) la più colpita dai tornado sono da ricercare nelle condizioni orografiche che la interessano: le grandi pianure che si trovano in quella zona sono comprese le grandi catene montuose degli Appalachi e delle Montagne Rocciose, in questo teatro circoscritto dalle montagne si scontrano due tipi di correnti molto differenti, la corrente artica del Canada e la corrente umida proveniente dal Golfo del Messico, lo scontro tra queste imponenti masse d’aria genera numerosi fronti temporaleschi di grandissima intensità da cui nascono sovente molti tornado, anche contemporaneamente.

 Altri paesi particolarmente interessati da questo fenomeno sono L’Australia, il Giappone e il Regno Unito. Anche l’Italia rientra a pieno titolo nelle zone maggiormente interessate da tornado. La probabilità che un tornado colpisca una determinata zona può essere valutata secondo la seguente relazione:

Dove P è la probabilità annuale che un punto nella regione S sia colpito da un tornado; a è la frequenza annuale di tornado sulla regione S; n è la frequenza annuale tornado sulla regione S. L’area presa in considerazione varia da paese a paese.

Dal punto di vista stagionale, i tornado si verificano in genere durante il periodo estivo, ma numerosi sono i tornado che si verificano durante l’autunno nelle zone tropicali.

 

 Tornado in Italia 

 L'Italia è uno dei paesi con più alta incidenza di tornado a livello mondiale, e nel Mediterraneo è sicuramente l’unico paese dove questo fenomeno si presenta regolarmente. Il fenomeno, meglio conosciuto come "tromba d'aria", si verifica maggiormente nel Lazio, Toscana, Liguria, Lombardia, Friuli, ma interessa anche la zona padana e raramente la Campania e l'Abruzzo. Nelle regioni settentrionali il periodo di incidenza maggiore si verifica verso la fine della stagione estiva, quando l’afflusso di correnti fredde nord-occidentali generano numerose formazioni temporalesche di rilevante intensità. L’intensità media dei fenomeni tornadici sulla penisola è di norma molto più bassa dei tornado americani, anche se non mancano nella storia meteorologia italiana trombe d'aria di notevole potenza. Secondo recenti studi, l’incidenza dei tornado in Italia è destinata a salire, mantenendo stabili i ritmi di crescita che si sono verificati negli ultimi 30 anni.

 

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 I tornado piu distruttivi della storia

Tra i tornado più distruttivi in assoluto troviamo il tragicamente famoso “Tri-State Tornado” (il Tornado dei tre Stati) che si abbatté nel 1925 a Ellington (Missouri) e proseguì la sua corsa distruttiva fino a Princeton nell’Indiana attraversando tutto l’Illinois. Questo devastante tornado che coinvolse i tre Stati USA (da cui il nome) si stima sia stato il tornado più longevo della storia, durò circa 3 ore e mezzo e percorse un tragitto di ben 350 km con punte di velocità di 117 km/h. Oltre a provocare terribili devastazioni (classificato come possibile F5) portò alla morte 689 persone.

Più recentemente un piccolo villaggio texano, Jarrel, nel 1997 è stato teatro di un terribile sistema temporalesco, che nella sola giornata del 27 maggio generò ben 11 tornado, di cui molti di incredibile intensità. La devastante ondata di tornado costò la vita a 30 persone.

 

 Storia italiana 

Anche l’Italia ricorda degli eventi tragici legati al fenomeno dei tornado. Il tornado più violento mai verificatosi in Italia è sicuramente la “Tromba del Montello” presso il comune di Volpago del Montello in provincia di Treviso nel 1930. Si stima, in base al calcolo dei danni, che i venti raggiunsero velocità prossime ai 500 km/h, un fenomeno più unico che raro che durante il suo tragitto di 80 km percorso in 84 minuti costò la vita a 23 persone.

Altro fenomeno interessante fu il tornado abbattutosi il 16 giugno del 1957 presso i piccoli comuni di Robecco e Vallescuropasso nell’Oltrepò Pavese, stimato potenziale F4, che ispirò la copertina de “La Domenica del Corriere” del 29 giugno di quell’anno.[1]

Un grande tornado da segnalare è quello che investì il padovano e la Laguna di Venezia l’11 settembre 1970, dove un F4 generatosi sui Colli Euganei raggiunse la città lagunare per poi esaurirsi nel litorale del Cavallino lasciandosi alle spalle ben 36 vittime.[2] Per concludere, si ricorda un F3 in Puglia, nel comune di Sava dove non vi furono vittime ma i danni furono ingenti: case crollate, auto trovate ai primi e secondi piani delle abitazioni intatte eccetera. L'ultimo tornado di una certa rilevanza in Italia risale al 7 luglio 2001, quando un probabile F2-F3 colpì diversi paesi della Brianza, causando numerosi danni, fra cui svariati capannoni scoperchiati e distrutti, e automobili spostate anche di 200 metri. Per fortuna, anche in questo caso non vi furono vittime nè feriti gravi.

 

Primo tornado fotografato:

primo tornado fotografato nella storia

Molly malone

Molly Malone (o Cockles and Mussels, Vongole e molluschi) è l'inno ufficioso della città irlandese di Dublino. Affianca l'inno nazionale Ireland's Call che saluta le gare della squadra nazionale di rugby della Repubblica d'Irlanda (l'Irish International Rugby Team) ed è l'inno ufficiale dei supporter delle società sportive di Dublino aderenti alla GAA, la Gaelic Athletic Association.

 

Il brano appartiene alla cultura musicale popolare gaelica ed è dedicato ad una figura che non si sa se sia realmente esistita ma che viene convenzionalmente identificata con una giovane venditrice di pesce del villaggio di Howth, a nord di Dublino, morta in giovane età a causa di una non meglio specificata febbre.

 

Una statua realizzata da Jean Rynhart e dedicata alla fanciulla è stata posta nel 1987 in Grafton Street, a commemorazione dei mille anni di vita della città; la statua è conosciuta familiarmente con il nome di "The Tart with the Cart" e ritrae la giovane Molly in abiti del XVII secolo.

 

Una leggenda metropolitana vuole che Molly fosse una prosperosa giovane dal seno generoso che alternava il mestiere di pescivendola di giorno a quello di prostituta alla notte. Di certo è possibile che molte Mary o Molly Malone abbiano vissuto a Dublino durante i secoli ma non è stato finora possibile — nonostante gli sforzi di molti ricercatori — mettere in relazione una in particolare di esse con la protagonista del brano musicale, scandito da un ritmo e con un testo di ballata dal vago sapore tragi-comico.

 

 Il testo 

In Dublin's fair city,

where the girls are so pretty,

I first set my eyes on sweet Molly Malone,

As she wheeled her wheel-barrow,

Through streets broad and narrow,

Crying, "Cockles and mussels, alive alive oh!"

 

"Alive-a-live-oh,

Alive-a-live-oh",

Crying "Cockles and mussels, alive alive oh".

 

She was a fishmonger,

And sure 'twas no wonder,

For so were her father and mother before,

And they both wheeled their barrow,

Through streets broad and narrow,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh!"

 

(coro)

 

She died of a fever,

And no one could save her,

And that was the end of sweet Molly Malone.

Now her ghost wheels her barrow,

Through streets broad and narrow,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh!"

 

(coro)

 

 Traduzione italiana 

Nella bella città di Dublino,

dove le ragazze sono carine

vidi per la prima volta la dolce Molly Malone

che portava il suo carretto,

per strade strette e larghe

gridando "vongole e molluschi freschi!"

 

Freschi, freschi oh!

freschi, freschi oh!

Urlava "vongole e molluschi freschi!"

 

Lei era una pescivendola,

ma non c’è da stupirsi

perché lo erano stati anche suo padre e sua madre

e tutti e due avevano portato il carretto

per strade strette e larghe

gridando "vongole e molluschi freschi!"

 

Freschi, freschi oh!

freschi, freschi oh!

Urlava "vongole e molluschi freschi!"

 

Morì a causa della febbre,

e nessuno fu capace di salvarla

quella fu la fine della dolce Molly Malone

ma il suo fantasma spinge ancora il carretto

per strade strette e larghe

gridando "vongole e molluschi freschi!"

 

Freschi, freschi oh!

freschi, freschi oh!

Urlava "vongole e molluschi freschi!"

 

  Curiosità 

L'appellativo di "the tart with a cart" (traducibile come "la sgualdrina con la carriola") affibbiato dai Dublinesi alla statua di Molly Malone non è l'unico esempio della critica esercitata sui decori urbani di Dublino dai suoi abitanti. Stando ad un articolo pubblicato dalla sezione viaggi del noto settimanale "The Economist", la statua raffigurante il fiume Shannon é stata soprannominata, nello stesso spirito, "the floozy in the Jacuzzi" ("la sgualdrina nell'idromassaggio").

 

 

A clockwork Orange..il romanzo

« Ma quando fummo sulla strada locchiai che pensare è per i tonni e che i falchi usano invece l'ispirazione o quel che Zio manda. »

 (Anthony Burgess)

 « Se Arancia meccanica, così come 1984, rientra nel novero dei salutari moniti letterari - o cinematografici - contro l'indifferenza, la sensibilità morbosa e l'eccessiva fiducia nello Stato, allora quest'opera avrà qualche valore. »

 (Anthony Burgess)

 

Arancia meccanica (A Clockwork Orange, 1962) è un romanzo fantapolitico di Anthony Burgess. Riadattato per il grande schermo, fu il soggetto dell'omonimo film diretto da Stanley Kubrick nel 1971. Il titolo può anche essere tradotto Arancia a orologeria.

 

 Origine del titolo 

Secondo Burgess, l'espressione Clockwork Orange era tipica dello slang cockney (il dialetto dei londinesi): «sballato come un'arancia meccanica» (oppure «a orologeria», altra traduzione possibile). L'autore pensava che l'espressione potesse essere erroneamente utilizzata per riferirsi a una persona che reagisce meccanicamente (in malese orang significa persona). È possibile, tuttavia, che Burgess avesse inventato la frase come gioco di parole sull'espressione «un'opera di nettare e momento». Più avanti (1986), nel suo saggio A Clockwork Orange Resucked, Burgess chiarì che una creatura che può solo fare il bene o il male è una «clockwork orange» - con ciò intendendo che ha l'apparenza di un organismo amabile caratterizzato da colore e succo, ma in effetti è solo un giocattolo a molla pronto a essere caricato da «Dio, dal Diavolo o dallo Stato onnipotente», e a far scattare la propria violenza, appunto, come un congegno a orologeria.

Nel saggio Clockwork Oranges, Burgess afferma che "il titolo sarebbe adatto ad un racconto sull'applicazione delle leggi di Ivan Pavlov, ovvero meccaniche, ad un organismo che, come un frutto, era capace di [esprimere] colore e dolcezza". Questo titolo allude alle reazioni del protagonista, artificiosamente condizionate in modo negativo ai sentimenti del male, tanto da impedirgli l'esercizio del suo libero arbitrio.

Quale che sia la corretta interpretazione del singolare titolo, è certo che nel romanzo - a differenza che nel film - viene espressamente precisato più volte come A Clockwork Orange fosse il titolo del testo a cui stava lavorando lo scrittore vittima della visita a sorpresa [1] che costituirà uno degli episodi salienti del ciclo "eroico" del protagonista Alex.

 

 

 Punto di vista narrativo 

È il protagonista medesimo, in prima persona, a narrare la propria storia, fornendone un'apparente prospettiva assimilabile ad una fonte erronea ed inaffidabile[2] . Alex non tenta mai di avanzare giustificazioni per le proprie azioni, trasmettendo un'istintiva idea della propria (supposta) buona fede. Un narratore tanto "improbabile", dovrebbe evocare nel lettore un senso di pietà per il ciclo infinito di sofferenze, che egli descrive come fossero "ingiuste" disgrazie che lo colpiscono. La sua tecnica è efficace in tanto in quanto riferisce in modo facile situazioni che facili certo non sono. Stilisticamente, egli mescola parole del linguaggio comune a termini del Nadsat, un gergo[3] delle generazioni giovanili.

 

La storia in dettaglio

Alex è appassionato di musica classica e nutre un amore viscerale per le sinfonie di Ludwig van Beethoven. Alex è anche un amante del linguaggio, del quale fa un uso creativo e originale, mescolando schegge di lingue slave e orientali allo slang di strada, in un guazzabuglio che ha quasi del poetico. Alex è anche capo di una ganga: lui e i suoi “tre soma, cioè Pete, Georgie e Bamba”, si divertono ad affogare la solitudine delle notti metropolitane in flussi sempre più massicci di ultraviolenza. Ogni sera ripetono il gioco della sopraffazione, celebrando quello che è ormai divenuto un rituale di cui a farne le spese sono, indiscriminatamente, ragazze, uomini, vecchiette, barboni o nuclei familiari. Nessuno può dirsi al sicuro, quando i quattro sono per strada. Ma la vita ha in serbo diverse sorprese per Alex. Dopo il tradimento dei suoi stessi sodali, in prigione entra in contatto con un mondo ancora peggiore di quello che ha imparato a conoscere per strada. Tra le quattro pareti di una cella è molto difficile esercitare il proprio diritto alla sopravvivenza, e per questo Alex accetta di sottoporsi al Trattamento di Redenzione, una innovativa metodologia psicoterapeutica per la riabilitazione dei criminali. L’esperienza cambierà il suo futuro

Tutti conosceranno il personaggio reso immortale dalla folle espressione di Malcolm McDowell nel capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick. Ma il lettore del libro di Anthony Burgess potrà cogliere sfumature insospettate di questo singolare Uomo Nuovo. Mai, come in questo caso, infatti, libro e film rappresentano i due aspetti complementari di un’opera nata nell’animo del suo autore e completatasi attraverso lo sguardo lucido e spietato del regista. Il protagonista del romanzo, oltre ad essere molto più giovane di quello del film, segue anche un percorso di maturazione diverso e, sicuramente, più sofferto e complicato. Si tratta solo di sfumature, certo, ma la struttura simmetrica del romanzo (che manca invece alla sua trasposizione cinematografica) e il resoconto appassionato del protagonista (che nel film, per ovvie ragioni, viene drasticamente diluito) sono due valide ragioni per concedersi il piacere di una lettura piacevole come un carnevale lisergico e violenta come un pugno nello stomaco.

 

“Alex è veramente malvagio” scriveva Burgess “a un livello forse inconcepibile, ma la sua cattiveria non è il risultato di un condizionamento teorico o sociale — è una sua impresa personale in cui si è imbarcato in piena lucidità”. Di qui l’inevitabile distinguo tra Alex e qualsiasi esponente di un’organizzazione politica e/o criminale tramandataci dalla storia. Alex non è un paranazista, come pure potrebbe sembrare a uno sguardo disattento e superficiale: nessuna ideologia è sottesa alla sua azione, nessuno scopo se non quello puro e semplice della sopraffazione muove le sue azioni. Per questo le sue vittime forniscono uno spaccato fedele della società. Una società che, dal canto suo, è invece nelle mani di gente senza scrupoli, disposta a tutto per la sete di potere, in grado — loro sì — di esercitare con metodo una logica di violenza totale, assoluta.

 

Il sistema politico del suo mondo è un sistema fascista, malgrado molti critici abbiano spacciato per vero l’erroneo parallelo con una società comunista. Alex vive in un mondo fascista, i cui governanti non si fanno scrupolo di ricorrere ai suoi servigi per i propri scopi. In questo confronto, è evidente su chi ricada il monito di Burgess e di Kubrick. Ma la lettura dell’opera non si esaurisce a questo.

 

Infatti, un altro dubbio emerge dalle righe del romanzo: sarebbe davvero migliore e preferibile un mondo programmato per essere buono e inoffensivo, rispetto a un mondo di violenza assunto scientemente? Ricordiamoci chi è Alex prima del trattamento: è un ragazzo che ama la musica, fa un uso creativo del linguaggio e cede al suo istinto di violenza. Tre elementi, a ben guardare, presenti in ognuno di noi, magari in dosi più moderate. Alex ha solo spinto all’eccesso tre spinte comuni nell’uomo, di qualsiasi credo esso sia e qualunque sia la sua ispirazione politica. Come scriveva Burgess, “alcuni spettatori del film sono stati turbati dal fatto che Alex, malgrado la sua crudeltà, è comunque degno di affetto. Ma se noi ci disponiamo ad amare il genere umano, dovremo amare Alex come membro pur sempre rappresentativo.” Alex è uno di noi.

 

Ambientato in un futuro distopico, il romanzo si apre con la presentazione del protagonista Alex, che - con i membri [4] della sua banda: Pete, Georgie e Bamba - vagabonda per le strade di notte, compiendo delitti per divertimento. Alex è intelligente e sa esprimersi in modo appropriato, ama la musica classica (soprattutto Ludwig Van Beethoven) ed è più colto - sicuramente - della media dei quindicenni. Solo, come abbiamo visto, si diletta nel delinquere e nel commettere atti di violenza sessuale, offrendone al lettore una descrizione sconcertante per la sua apparente "innocenza".

 

In seguito a svariate malefatte (tra cui lo stupro della moglie di un tale scrittore F. Alexander) Alex riporta una condanna[5] a 14 anni di reclusione per omicidio.

 

Appresa l'esistenza di un trattamento sperimentale (la cura Ludovico) per la "redenzione" dei malfattori abituali "per tendenza innata", Alex si propone quale cavia, allettato dalla promessa di acquisire, in cambio, la libertà personale perduta a causa della condanna.

 

 La cura Ludovico 

Si tratta di una forma di terapia dell'aversione, in cui al paziente (Alex) è somministrato un farmaco che induce nausea estrema, mentre per due settimane è costretto a guardare film particolarmente violenti, o apologetici della violenza, come una pellicola nazista che contiene - fra l'altro - la gloriosa Nona di Ludwig Van adorata da Alex. Egli supplica i ricercatori di far cessare la musica, ma non viene esaudito.

 

Al termine del trattamento, Alex non può neppure rappresentarsi con la fantasia gli atti violenti, senza essere colto da irrefrenabile devastante nausea (come effetto collaterale, la medesima reazione lo affligge anche se ascolta la Nona).

 

 

 Fuori dal carcere 

La terza parte del romanzo si concentra principalmente sulla punizione che attende Alex una volta scarcerato. Egli incontra diverse delle sue "vecchie" vittime, e tutte si prendono la propria rivincita. Egli è ora indifeso, poiché, come abbiamo detto, il suo stesso corpo si ribella drammaticamente al solo pensiero della violenza. Si ritrova perfino "sfrattato" nella sua famiglia per opera di un pensionante, e vaga senza meta per la strada, meditando il suicidio. Cade a quel punto nelle mani di F. Alexander, il marito della donna che in precedenza aveva violentato. Alcuni amici dello scrittore intendono usare Alex come arma contro il partito politico, mostrando come esso abbia trattato tremendamente Alex. Sebbene non sia chiaro se ciò avviene intenzionalmente, l'esecuzione di una sinfonia ad opera di Otto Skandelig - mentre Alex è chiuso a chiave in una stanza superiore - lo spinge a tentare di togliersi la vita per defenestrazione, nell'incapacità di reggere la sofferenza indotta dal trattamento condizionante che abbiamo descritto nella sezione precedente. Il tentativo di suicidio fallisce, ed Alex è premurosamente curato dal governo, nell'intento di tacitare le polemiche accese nell'opinione pubblica contro le discutibili scelte di detto esecutivo.

 

Toccando i temi dello scontro generazionale, della corruzione della polizia ed anche della politica, nonché descrivendo il tentato suicidio, la terza parte del libro è quella che in maggior misura riflette le ansie della società futura, per lo più mostrate nell'ultima parte, ove Alex osserva che egli stesso ed i suoi amici sono stati o uccisi (Georgie), o divenuti vittime della società (Bamba è divenuto agente di polizia, e con lui anche l'ex nemico suo e di Alex, Billyboy), o hanno sorpassato perfino i propri comportamenti distruttivi (Pete). Alex comprende di non provare più alcun piacere per l'"ultra-violenza", e desidera una compagna, dalla quale poter avere un figlio. Alex sa che la generazione successiva alla propria sarà probabilmente altrettanto distruttiva, ma non ci sarà nulla che egli potrà fare in proposito - forse in ciò rivelando la conclusiva riflessione di Burgess sulla gioventù ribelle.

 

Occorre avvertire che il finale del romanzo - nella versione inglese e nella traduzione italiana qui recensita - contiene un capitolo conclusivo "edificante", a differenza del volume che venne distribuito negli Stati Uniti.

 

 « Esistono due versioni del romanzo, ma io ho letto quella che contiene un capitolo in più solo dopo aver lavorato per molti mesi alla sceneggiatura. Sono rimasto sorpreso, perché non c'era alcun rapporto con lo stile satirico del resto del libro; credo che l'editore sia riuscito a convincere Burgess a chiudere con una nota di speranza, o qualcosa di simile. Sinceramente, quando ho letto quell'ultimo capitolo non potevo credere ai miei occhi. Alex esce di prigione e torna a casa. Uno dei ragazzi si sposa, l'altro sparisce, e alla fine Alex decide di diventare un adulto responsabile. »

 (Stanley Kubrick)

 

Note 

^ Brutale aggressione a domicilio con stupro della moglie e vari vandalismi. Il fatto narrato è in qualche modo ispirato ad una disavventura realmente patita da Burgess medesimo, la cui moglie era stata effettivamente violentata da tre disertori americani nel 1942 a Londra, "al tempo dei bombardamenti". Tutto ciò dà luogo ad un affascinante rispecchiarsi infinito tra letteratura e vita, sol che ci si pensi.

^ Curiosamente, il medesimo espediente narrativo caratterizza Le Memorie di Barry Lyndon, che pure costituì il materiale di partenza di un altro capolavoro di Kubrick.

^ Inventato da Burgess. Peraltro, per chi abbia una certa dimestichezza con la trasposizione cinematografica del romanzo, è perfino sorprendente notare la radicale diversità delle invenzioni lessicali operate dalla nostra traduttrice rispetto al nadsat "genuino" che echeggia nei dialoghi di Kubrick. Va anche dato atto che si tratta di ingegnose trasformazioni piuttosto felici sul piano semantico; un esempio per tutti: l'originario aggettivo/avverbio horrorshow (nadsat dal russo ?????? khorosho, con il valore di "buono", "bene") è stato reso con il fantasioso, ma corrispondente, cinebrivido, che ben può riassumere horror + show.

^ Chiamati drughi ("soma", indeclinabile, nella versione italiana del romanzo).

^ In effetti, la sua cattura è il risultato del tradimento perpetrato in suo danno dai drughi, che mal sopportavano, ad un certo punto, il dispotico esercizio del potere da parte del boss Alex (naturalmente, condito di abbondante violenza).

 

Arancia meccanica...info e citazioni

 Errori 

Nella scena del film in cui Alex entra insieme ai suoi drughi nel teatro abbandonato, la ragazza che viene spogliata da Billy Boy e dai suoi compagni ha la scarpa allacciata alla gamba sinistra, mentre alcune inquadrature dopo è allacciata alla gamba destra.

Nella scena del film in cui Alex, dopo la cura, mangia a casa dello scrittore che lo sta ospitando, il volume degli spaghetti che il protagonista sta mangiando e la quantità di vino nel bicchiere variano piu volte al cambio di inquadratura. Questo potrebbe far pensare ad un errore, ma non lo è. La variazione corrisponde infatti alla tensione che prova Alex stesso avendo paura di essere scoperto essendo in casa di uno che ha tutto il diritto di odiarlo.

Quando Alex toglie la cassetta di Goggly Gogol dal suo stereo per far posto alla cassetta di Beethoven,in realtà già nell'inquadratura prima aveva eseguito questa operazione:nel film quindi ricompare la cassetta che Alex aveva appena tolto.

 

 Location 

 Sottopasso a Wandsworth, LondraIl film è stato girato quasi interamente in locations reali, le quali, nei casi in cui è stato possibile identificarle, sono state riconosciute nella città di Londra, dove infatti il regista viveva durante la registrazione del film.

Ad esempio, lo stupro della moglie dello scrittore Alexander viene ambientata nella Skybreak House, nell'Hertfordshire, una villa progettata dal famoso architetto Sir Norman Foster.

Alex si getta dalla finestra dall' Edgwarebury Hotel in Elstree, Londra.

Alex vive nella zona del Thamesmead South Housing Estate nel sud est di Londra.

La rissa tra i Drughi e la banda di Billy Boy avviene sulla Taggs Island, nei pressi dell'Hampton Court Palace.

Il centro medico Ludovico è in realtà la Brunel University, Uxbridge, ad ovest di Londra.

Il sud est di Londra è stato utilizzato per diverse location del film, in particolare la zona di Wandsworth. In questa zona si trova il sottopasso (foto a fianco) dove è stata girata la celebre scena in cui Alex e la sua banda pestano un vecchio alcolizzato. Il barbone ed Alex si rincontrano dopo la "cura" sulle rive del Tamigi, in prossimità del Black Friars Bridge (il Ponte dei Frati Neri), noto alla cronaca quale scena del presunto suicidio del banchiere Roberto Calvi nel 1982.

 

 

 

Citazioni

Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova milkbar vende " latte+ ", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalinica, che è quello che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza. (Alexander DeLarge)

[Billyboy e i suoi scagnozzi] Si apprestavano a somministrare una dose del dolce su e giù ad una giovane e piangente devotchka catturata a questo scopo... (Alexander DeLarge)

Una cosa che non mi era mai piaciuta era la vista di un vecchio sporco sbronzo, che abbaia canzonacce care ai suoi padri e procede di rutto in rutto come se avesse tutta una lurida orchestra nelle sue putride budella. (Alexander DeLarge)

Oh oh oh. Ma questo è il grasso puzzoso Billigoa de Billyboy in carne e ossa. Come ti porti, tu, sgonfia palla di grasso puzzolente, unto e bisunto? Ne gradiresti una nelle balle? Se di balle ne hai tu, gelatinoso eunuco. (Alexander DeLarge)

La Durango 95 filava molto karascov, con piacevoli vibrazioni trasmesse al basso intestino. Ben presto alberi e buio fratelli, vero buio di campagna. (Alexander DeLarge)

Oh deliziosa delizia e incanto. Era piacere impiacentito e divenuto carne. Come piume di un raro metallo spumato, o come vino d'argento versato in nave spaziale. Addio forza di gravità, mentre slusciavo... quali visioni incantevoli!! (Alexander DeLarge)

Stai attento, stai bene attento, oh Dim, se della vita la continuazione a cuor ti sta. (Alexander DeLarge)

Doobidoob. Forse un po' stancuccio. Meglio chiuderla la bocca. Il buon lettuccio chiama adesso. Andiamocene a casuccia a farci un po' di spatchka. Right right? (Dim)

Cosa c'hai dove abiti sorellina per ascoltare quei tremoli piatti sonori? Scommetto che hai solo un povero piccolo patetico portatile da pic nic. Venite dallo zio a sentirli per bene, ho gli arcangeli con le trombe e i diavoli coi tromboni, ambedue siete invitate. (Alexander DeLarge)

E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (Alexander DeLarge)

A dire il vero, madame, sto partecipando ad un concorso internazionale studentesco, per chi riesce a smerciuare più copie dell'enciclopedia a puntate. (Alexander DeLarge)

Birba birba birba! vecchia sporcacciona! (Alexander DeLarge)

È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. (Alexander DeLarge)

Non posso avere la nausea quando ascolto Ludovico Van... vi prego... Lasciate stare Beethoven, lui non ha fatto niente, ha scritto solo Musica! (Alexander DeLarge)

È un Delitto!!! Delitto! Delitto! Delitto! Usare Ludovico Van in questo modo! Lui non ha mai fatto male a nessuno!! Beethoven ha solo scritto musica!! Non è giusto!!! (Alexander DeLarge)

Sono guarito, porco cane! (Alexander DeLarge)

[Alla fine del film] Ero guarito... Eccome! (Alexander DeLarge)

A 28 anni non ero mica un profeta, mi pareva un buon film e basta. Non immaginavo che sarebbe diventato eterno: sono stato fortunato, ed è bello essere sempre ricordato soprattutto per quel ruolo, anche da generazioni e persone tanto diverse. Nessun rimpianto, ci mancherebbe... (Malcolm McDowell)

Difendendo Arancia Meccanica, Kubrick disse che neanche sotto ipnosi si può costringere qualcuno a fare qualcosa contro la sua natura. (Tiziano Sclavi)

L'uomo deve poter scegliere tra bene e male, anche se sceglie il male. Se gli viene tolta questa scelta egli non è più un uomo, ma un'arancia meccanica. (Stanley Kubrick)

 

Arancia meccanica...censura e curiosità

 Censura 

Se al giorno d'oggi le violenze di Arancia meccanica possono dirsi poca cosa in confronto a quanto mostrato da cinema e televisione, all'inizio degli anni '70 erano un sicuro pugno nello stomaco. Nonostante Kubrick intendesse condannare la violenza invece di fomentarla, lettere minatorie dalla Gran Bretagna arrivarono a Kubrick e alla sua famiglia, tanto da indurre il regista a chiedere e ottenere dalla Warner Bros il ritiro della pellicola dalle sale locali. Nella maggior parte dei Paesi del mondo (Italia compresa) il film fu vietato ai minori di 18 anni e divenne uno dei bersagli preferiti della censura e del perbenismo popolare. Anche in Italia il film divise, e il provvedimento di divieto ai minorenni durò fino al 1998, quando una sentenza del Consiglio di Stato lo abbassò ai minori di 14 rendendolo così il film utilizzabile anche al piccolo schermo. Ma per nove anni, né RAI né Mediaset si mostrarono interessate a sfatare quello che da un quarto di secolo era considerato "tabù televisivo": a parte un unico passaggio (1999) nella TV a pagamento (Tele+), Arancia meccanica rimase invenduto fino a quando Telecom Italia Media non ne acquisì i diritti per poi trasmetterlo finalmente in chiaro su La7. Il 25 settembre 2007, preceduto dal documentario La meccanica dell'arancia condotto dal regista Alex Infascelli, il film ruppe questo tabù dopo le ore 22,30 (come previsto per le pellicole vietate ai minori di 14 anni), 35 anni dopo la sua uscita cinematografica.

 

 

 Nadsat  

Il Nadsat è uno slang artificiale derivato dall'inglese con numerose influenze russe, inventato dallo scrittore Anthony Burgess. Esso è usato da Alexander DeLarge e dai suoi "Drughi" (dal russo ???? / ????? : Durg / Druzje = amico/i).

 

 

 Kubrick e Platone 

Da non trascurare l'ipotesi che la "cura Ludovico" costituisca una citazione esplicita dell'allegoria del "Mito della caverna" di Platone, Alex è sostituito agli uomini incatenati e costretti a guardare le ombre proiettate sulla parete dagli artefici, e come l'ipotetico uomo dell'allegoria che venga liberato Alex non è poi in grado di interagire con la realtà esterna e di conseguenza ne diviene vittima.

« È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. »

 (Alex, durante la "cura")

Infine c'è da considerare che lo spettatore del film vede sullo schermo raffigurata, in maniera allegorica, la sua stessa condizione (anch'egli nella "Caverna" buia a guardare fisso delle ombre sullo schermo) in un infinito gioco di specchi.

 

 

 Curiosità 

Il romanzo da cui è stato tratto il film, prende spunto da un grave episodio in cui fu coinvolto lo scrittore Anthony Burgess, allora residente a Giava. La sua compagna fu pestata e violentata da un gruppo di soldati americani ubriachi [3]. L'autore commentò come l'Uomo (urang in Giavanese (v. orango)) sia un animale azionato da meccanismi ad orologeria. Da ciò l'associazione fonetica tra la bestia ed il frutto (orange). Secondo altre fonti lo stesso autore avrebbe sentito quell'espressione ("As queer as a clockwork orange", strano come un'Arancia ad Orologeria) da un ottantenne nel 1945 [3]. Per ulteriori informazioni, si confronti l'apposita analoga sezione nella voce attinente al romanzo omonimo.

Il doppiaggio della versione italiana del film venne supervisionato dallo stesso regista e diretto da Mario Maldesi, che curerà da quel momento in avanti tutte versioni italiane dei film di Kubrick assieme all'autore dei dialoghi Riccardo Aragno. Il doppiatore di Alex è Adalberto Maria Merli, che in seguito diede la voce anche Jack Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo e doppiò Malcolm McDowell una seconda volta 31 anni dopo per The Company di Robert Altman.

Il vestito indossato da Mr Alexander quando Alex irrompe nella sua casa è lo stesso che Alex indossa alla fine del film.

Il titolo italiano del film modificava leggermente quello del libro di Anthony Burgess che era Un'arancia a orologeria: ciò indusse l'editrice Einaudi a chiamare Arancia meccanica anche le successive ristampe del romanzo la cui traduzione, compresa la reinvenzione del gergo Nadsat, era stata affidata a Floriana Bossi.

Seguendo il libro, ci si accorge che il film si ferma al suo penultimo capitolo. Il finale originale vedeva infatti Alex che, guarito dai condizionamenti della cura Ludovico, forma una nuova banda di "ultraviolenti" ma si rende conto che la violenza era solo un desiderio adolescenziale divenuto addirittura noioso; appurato ciò, saluta i lettori ("O fratelli miei!") dichiarando di volersi cercare una compagna ed avere un figlio, insomma di condurre una vita normale. Kubrick non lo taglia, questo capitolo: semplicemente non sa che esiste in quanto l'edizione del romanzo da lui letta è quella statunitense che ha scelto di escluderlo perché "noioso". Altre fonti invece riferiscono che l'ultimo capitolo fu giustapposto dall'autore in epoca successiva per evitare complicazioni con la censura nei diversi paesi di pubblicazione, e quindi tale capitolo all'epoca del film semplicemente non esisteva, di conseguenza l'interpretazione precedente diviene una proiezione giustificatoria a posteriori, quasi un esercizio di bispensiero.

Come nel libro, il film è un'accusa alla Massoneria ed al controllo degli individui. Infatti, la locandina stessa del film presenta un triangolo con un occhio (simbolo degli Illuminati), e la cura Ludovico è un riferimento al Progetto MKULTRA. L'accostamento dei due temi non è fortuito, ma un volontario appoggio al cospirazionismo. Sempre come accusa alla Massoneria ed ai suoi rituali esoterici, vedesi Eyes Wide Shut.

Il linguaggio usato nella versione originale del film riprende il Nadsat, un linguaggio artificiale ideato da Anthony Burgess per il libro: esso è un misto di inglese, russo ed espressioni gergali. Tra i termini russi più presenti nel film si può ricordare il nome stesso del Korova Milk Bar: korova infatti in russo significa "mucca". Moloko, una delle parole che appaiono sui muri del bar, nella stessa lingua significa "latte".

Il barbone canta la nota ballata irlandese di Molly Malone, una pescivendola ambulante di Dublino, tradotta nell'edizione italiana.

La scena dello stupro in casa degli Alexander vede il giovanissimo Pete scomparire, con la scusa di perlustrare l'abitazione, probabilmente per non filmare un attore minorenne in una scena così cruenta.

L'attore Warren Clark, nel ruolo del grasso Dim, compare nel film Firefox (1984) con Clint Eastwood, quale spia sovietica al soldo degli Stati Uniti.

La scena del negozio di musica è ambientata nel Chelsea Drugstore di King's Road a Londra, cantato anche in una canzone dei Rolling Stones. Tra i vari dischi esposti si possono scorgere il vinile della colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio, Magical Mystery Tour dei Beatles e Atom Heart Mother dei Pink Floyd.[4]

I giornali che compaiono nel film riportano la data del 4 maggio 1970. Su uno dei giornali alla fine il nome del protagonista è riportato come "Alex Burgess", nonostante il suo nome sia Alex De Large. Non si tratta però di un errore ma di un omaggio all'autore del libro da cui il film è tratto.

Arthur Freed, autore della canzone Singin' in the Rain, si è molto indignato alla vista dell'uso di tale canzone durante le violenze che Alex ed i suoi drughi infliggono allo scrittore ed a sua moglie durante le scene del film.

Nella scena il cui il signor Deltoid è in casa di Alex, lo si vede sorseggiare un bicchiere d'acqua preso dal comodino, che dal rumore sembrerebbe contenere ghiaccio. Ma solo all'ultimo goccio egli si accorge che sta bevendo un bicchiere d'acqua contenente una dentiera.

Il gruppo techno-pop anni ottanta Heaven 17, trae il proprio nome da una band immaginaria riportata nella top ten nel negozio di dischi e citati dalla ragazza come "I Celestiali Diciassette". Un altro gruppo immaginario, Goggly Gogo!, compare sia sulla top ten sia sulla cassettina che Alex toglie dal suo stereo per far posto alla cassetta di Beethoven.

I costumi - disegnati da una mirabile Milena Canonero - e gli oggetti che compaiono nel film, sebbene di impronta futuribile, erano allora reperibili nei negozi. Il giradischi nella casa di Alex, dalla forma bizzarra, è un piatto ad alta fedeltà della casa britannica Transcriptors.

Nella scena in cui gli ex-Drughi Dim e Georgie, divenuti poliziotti, scortano Alex in campagna per picchiarlo, Dim ha sulla divisa un'etichetta con scritto "665", Georgie con "667". Alex, essendo in mezzo ai due, è il "666".

Durante la scena in cui Alex viene picchiato con la testa immersa in un abbeveratoio in campagna, Malcolm Mc Dowell ha dovuto realmente restare in apnea per quasi un minuto, causa mancanza di effetti speciali ed infatti se si nota bene prima di immergerlo l'aggressore gli tira indietro la testa per fargli prendere bene il respiro.

Il campanello a quattro note della casa di Mr Alexander imita il celebre attacco della Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven, che il compositore sintetizzò con le parole "così il Destino bussa alla porta".

Julian, il gigante, guardia del corpo dello scrittore Mr Alexander, è interpretato da David Prowse, cioè il Darth Vader della prima trilogia di Star Wars. È così possibile vedere il volto dell'attore che, non a caso, è qui doppiato, come nella trilogia, sempre da Massimo Foschi.

Margareth Tyzack, interprete della cospiratrice in visita a Mr Alexander, compare in 2001: Odissea nello spazio, nel ruolo della scienziata russa amica di Heywood Floyd. Patrick Magee, nel ruolo dello scrittore, appare anche in Barry Lyndon, film sempre di Stanley Kubrick, nel ruolo dell'ambasciatore Chevalier De Balibari, spia e baro.

Philip Stone, l'attore che interpreta il padre di Alex, compare in Shining nel ruolo di Mr. Grady.

Le musiche su sintetizzatore analogico Moog, che comprendono tra l'altro arrangiamenti di brani classici come il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, il Secondo ed il Quarto Movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, sono eseguiti da Walter Carlos, oggi noto come Wendy Carlos, in quanto si sottoporrà ad un intervento nel 1973 per il cambiamento di sesso.

L'automobile su cui viaggiano i quattro drughi nel buio della campagna inglese viene nel film chiamata DURANGO 95, ma il nome reale di questo singolare modello è PROBE 16, auto di fattura inglese (by Dennis & Peter Adams) prodotta in soli 3 esemplari, di cui oggi ne rimangono 2: uno nelle mani di un collezionista e l'altro si trova nel Regno Unito.

Nell'episodio della serie televisiva I Simpson - Le ragazze vogliono solo sommare - Homer chiede a Marge se vuole fare un po' di su e giù: l'espressione era utilizzata in Arancia meccanica dai drughi per indicare il sesso. Sempre in questa puntata, quando Lisa entra nella scuola per ragazzi, sentiamo di sottofondo un tema molto simile al tema che Walter Carlos compose per la pellicola di Kubrick. Inoltre, durante una festa di Halloween, Bart Simpson si traveste proprio da Alex.

Le scritte murarie nel Korova Milk Bar vengono citate in una scena di un altro bar nel film Trainspotting. In un'altra puntata dei Simpson vediamo Lisa fare esperimenti su Bart mettendo delle pinze elettricamente cariche su dei dolci che Bart ,dopo aver cercato una prima volta invano di prenderli prendendo la scossa, rivedendoli allunga le mani verso di essi come fa Alex dopo la cura verso i seni della ragazza e, come lui, contercersi a terra agonizzante

La finzione sfora nella realtà con alcuni fatti di cronaca nera a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta, i cosiddetti colpi della Banda dell'Arancia Meccanica. Un gruppo di ex poliziotti e balordi di periferia, compivano incursioni notturne nelle abitazioni di alcuni VIP romani, sottoponendoli a violenze e sevizie, un gioco che durò fintanto funzionò l'arma del ricatto in cambio dell'omertà. Da questi fatti è stato tratto il libro di Dido Sacchettoni "Le notti dell'arancia meccanica" e a sua volta da questo un film di Claudio Caligari, L'odore della notte (1998).

Nella casa dello scrittore Alexander si trova appeso un quadro dipinto dalla moglie del regista, intitolato Seed Boxes.

Il nome Drughi Bianconeri è usato da una frangia della tifoseria della squadra italiana di calcio della Juventus. Il nome originario del gruppo stesso era proprio Arancia Meccanica.

Tra le numerosissime citazioni presenti nella serie televisiva I Simpson, ce n'è una in cui il Signor Burns rieduca il cane di Bart (Il Piccolo Aiutante Di Babbo Natale) utilizzando il trattamento Ludovico. In quella stessa scena, inoltre, il sottofondo musicale è l'Inno alla gioia di Beethoven. Inoltre, nell' episodio "Homer lo Smithers",il signor Burns,dopo essere caduto dalla finestra del suo ufficio,si fa imboccare e coccolare dal signor Smithers, smettendo di parlare e aspettando che gli venisse presentanto il cibo, proprio come Alex e il Ministro dell'Interno.

Nel film del 1998 "Batman & Robin", diretto da Joel Schumacher, c'è una citazione quasi "letterale" dal film di Kubrick: durante un inseguimento tra le vie di un quartiere di Gotham City appare una banda di giovani vestiti esattamente come i Drughi; l'unica evidente differenza è che il sospensorio che portano sul basso ventre e le bretelle non sono bianchi come nell'originale, bensì neri.

Nel film di Southpark un trattamento similare al metodo Ludovico viene realizzato con Cartman reo di essere troppo sboccato. Solo che al posto di un condizionamento psicologico gli viene impiantato un chip che gli infligge una scossa elettrica ogni volta che pronuncia una parolaccia. Alla fine del film Cartman sarà in grado di distruggere il chip semplicemente pronunciando una lunghissima serie di improperi.

Nell' opera autobiografica di James Joyce dal titolo Ritratto dell'artista da giovane, il protagonista viene picchiato da un gruppo di bulli suoi compagni di classe. Il capo dei bulli camminando agita aggressivamente un bastone, proprio come fa Alex. Anche il modo di aggredire la vittima è molto simile a quello di Alex ed i suoi tre drughi.

Nel film Tenacious D: The Pick of Destiny, Jack Black viene aggredito per strada da una banda di teppisti vestiti (anche se con alcune variazioni nelle maschere e negli accessori) da drughi che scimmiottano gli originali persino nel tono della voce.

Tra i personaggi della serie televisiva "SImpson" si può ricordare la "Gattara" che è una interpretazione ironica dell'"Amica dei Gatti" del libro di Anthony Burgess. Infatti, il carattere della Gattara rispecchia il personaggio da Alex ucciso durante la sua ultima notte di libertà prima che venisse tradito dai suoi cosiddetti "amici", i Drughi.

Il bassista della cartoon band dei Gorillaz molto spesso indossa vestiti simili a quelli di Billy Boy, in particolare il cappello.

Nel video "Authority" della band Biohazard si può notare che il cantante/chitarrista Billy Graziadei esegue il "Programma Ludovico".

 

Musica in Arancia Meccanica

Colonna sonora 

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Il film utilizza musiche classiche molto conosciute di Rossini e Beethoven; di Rossini è utilizzata l'ouverture dal Guglielmo Tell e le note della sua famosa opera La gazza ladra, di Beethoven il secondo movimento e - quale leitmotiv del film destinato a rimanere celeberrimo - il quarto movimento - Inno alla gioia - dalla Nona sinfonia.

In un'intervista televisiva Malcolm McDowell raccontò che l'utilizzo della canzone Singin' in the Rain nel film fu del tutto causale. Durante le riprese della scena del pestaggio e dello stupro a casa dello scrittore, Kubrick, non riuscendo a girare la scena in maniera convincente, chiese a McDowell di provare a cantare e ballare. McDowell improvvisò "Singin' in the Rain"; Kubrick ne rimase così entusiasta che dopo solo tre ore aveva già acquistato i diritti della canzone. [1]

Modellato su un romanzo nel quale è già postulata la centralità della musica, convalidata dallestensione da presenze musicali per circa tre quarti della durata complessiva, Arancia meccanica offre a Kubrick (1928 1999) lopportunità di interrogarsi e proporre spunti di riflessione, proprio, sul valore della musica nella società, sul suo ruolo nella cultura di massa, sulle sue presunte virtù educative così come sugli impulsi negativi che, imprevedibilmente, essa riesce invece a coagulare e portare alla luce.

La dimensione dominante di questa colonna sonora è lo sbeffeggiamento, il sarcasmo, lirrisione e nelle tracce trovano posto la Nona di Beethoven stravolta al synthetizer da Wendy Carlos (1939), maestra in queste trascrizioni poi una versione accelerata, poi, dellouverture del Guglielmo Tell rossiniano che commenta la sequenza, accelerata anchessa, dellorgia di Alex con le due fanciulle del Chelsea Drugstore, infine, troviamo la Musica per il funerale della regina Maria di Purcell. Il cineasta collega le musiche ad unespressività musicale, platealmente, negativa e degenerata come quella di un rock satanico o ad una qualunque forma darte sospettabile di pregiudizio. Kubrick propone una meditazione sulla musica alta, quella assoluta e intangibile dei Beethoven, Purcell e Rossini, qui dissacrata da atteggiamenti impertinenti, da baffi alla Gioconda ben diversi dallossequiosa riverenza ad essa tributata in 2001: Odissea nello spazio (1968). Simmetricamente, poi Kubrick trasferisce questa riflessione circa la natura ambigua ed indisciplinabile della musica anche su una pagina ben più recente e leggera, ma anchessa esemplare, a suo modo, in termini di morale: la cinematografica e fortunatissima Singin in the rain. Il brano viene caricato di valenze bizzarre e sconcertanti, al punto che lo scandalo musicale, e relativi dibattiti con feroci polemiche finiranno per focalizzarsi quasi più su questa popolarissima e virtuosa pagina che sui numerosi capitoli di musica colta di quale il lungometraggio è gremito. Le pagine classiche di Arancia meccanica sono sottoposte all appetibilizzazione , procedura che permette lavvicinamento e la demistificazione del protagonista dalle violenze perpetuate. Proprio questultimo brano compare nellincipit del film ad accompagnare lauto rappresentazione di Alex e si ripresenterà in altre sequenze sempre associate al Korova Milk Bar, luogo di ritrovo della banda dei drughi, di cui diventa una sorta di tema associato.

 

 

MUSICA CLASSICA

Il gioco dei contrari tipicamente kubrickiano sinnesta soprattutto sullamore di Alex verso la musica classica: nella distorta visione del mondo e dei rapporti sociali, Beethoven viene assunto come summa di contenuti ed ideologie e come tale attaccato e trasgredito. E possibile tracciare una duplice partizione tra la figura di Alex e la musica. Nella prima, la versione di Alex come capo drugo, istintivo e pieno di pathos ingovernabile è affidato alle pagine di Rossini, con leccezione dellAndante dalla Overture del Guglielmo Tell. Alex ripulito dalle pulsioni violente è associato alle pagine beethoviane, che nel film troviamo associate alle fantasie ad occhi aperti di Alex così come alle visioni dei film teraupetici sul nazismo.

BEETHOVEN Le pagine beethoviane sono la pagina principale su cui poi Kubrick plasma le immagini e gli stacchi di montaggio, come sui dettagli dei crocefissi oltraggiosi di Alex, che seguono pedissequamente le scansioni ritmiche del secondo tempo (Molto vivace).Il significato generalmente connesso alla Nona Sinfonia (ed in particolare al conclusivo Inno alla gioia, ode alla concordia, allamicizia e allordine) viene ribaltato ed il brano finisce per fare da sfondo e da stimolo alle scene di violenza più bestiali. Nella gioia di Alex non troviamo più nulla della gioia ma semmai il suo uso distorto e riscontrabile nelle diverse sequenze in cui il pezzo è utilizzato, associato alle immagini atroci delle parate naziste durante la cura Ludovico sia come sottofondo della vendetta di Mr. Alexander.

ROSSINI Loverture della Gazza ladra assume, fin dallinizio, la funzione di vero e proprio leitmotiv della violenza: sascolta il ritmo danzante e la vitalità di questo brano durante lo scontro con la banda di Billy Boy nel teatro abbandonato, durante il viaggio sulla Durango verso la casa di Mr. Alexander, nella colluttazione con la signora dei gatti o provenire da un posto imprecisato e suggerire al protagonista atti brutali. I rilanci sempre più caricati nel crescendo, lartificio del ribattuto e la ripetitività tematica, caratteristiche rossiniane, sono qui tutte funzionali con naturalezza ed esattezza di tempi e gesti. Le scene di violenza acquisiscono così un aspetto gioioso e, quasi, liberatorio. Lallegro vivace del Guglielmo Tell, ancora di Rossini, è in versione molto accelerata e ben si sposa in virtù del dinamismo irrefrenabile e della carica ironica che pervade il rapporto di Alex con due ragazze abbordate in un negozio di dischi: qui troviamo lelemento ritmico del crescendo, progressivamente più frenetico ed incalzante, viene qui spinto ad una esasperata eccitazione emotiva, in sintonia con il visivo, finché il ritmo da martellante si fa sovraeccitato, mitragliante, ad evocare linesauribilità di energie e lingordigia animalesca. LAndante della Overture del Guglielmo Tell, affidato a cinque violoncelli, è pervaso da una atmosfera di rassegnata, dolente meditazione in cui viene ad essere una caricatura sonora di una afflizione teatrale e stucchevole. LOverture to the Sun è un brano dal sapore medioevale, in cui viene molto fuori il tamburello, che viene utilizzato nella prima parte post esperimento, per verificare in pubblico la guarigione dalle pulsioni violente.

SINGIN IN THE RAIN (Cantando sotto la pioggia , 1952)

Questo brano è reso insostenibile ed oltraggioso dalla combinazione con le immagini del feroce pestaggio; una sintesi inaccettabile, a detta di molti, tanto per la messa in scena traumatizzante per sé che per lindisponente formulazione audiovisiva. Alex intona, con disumana euforia questa canzone durante laggressione ai danni dello scrittore Alexander e di sua moglie, facendo sì che le pause ritmiche del brano siano cadenzate (e sottolineate) a tempo dai calci e dalle bastonate che egli sferra ai due malcapitati. In questo passaggio si riconosce lironia kubrickiana giocata sulla contraddizione tra levento messo in scena e linnocenza evocativa: è impossibile non andare con la memoria alle evoluzioni festose di Gene Kelly (1912 1996) sotto lacquazzone. La scena del musical è lemblema dellamore e della gioia di vivere; in Arancia meccanica la stessa canzone alimenta e ratifica una lucidità aggressiva, che incanala in senso distruttivo gli impulsi che Kelly aveva risolto in senso positivo. Lanalogia tra i due lungometraggi è nella danza: palese quella del musical, quella, nel film di Kubrick, è, invece, una macabra marcia di violenza, le cui movenze sembrano le cadenze di un balletto, seppur brutale. Luso incongruo ed irriverente della musica che possiamo riscontrare almeno in altre due situazioni: nellutilizzo di I want to marry a lighthouse keeper (Voglio sposare il custode di un faro) di Erika Eigen associato al ritorno a casa di Alex, che è tutto fuorché unilluminazione e nellouverture del Guglielmo Tell (rielaborata al sintetizzatore da Wendy Carlos) di Rossini (1792 1868) che accompagna la sequenza dellorgia, giocata sia visivamente che musicalmente su laccelerazione. Il gioco grottesco che si innesta è valorizzato dal fatto che il brano è comunemente conosciuto come la cavalcata del Guglielmo Tell. La revisione attuata da Kubrick, a carico del motivetto di Singing in the rain, è meno eccessiva e stravagante di quanto pare, sussiste in realtà una coerenza, occulta ma ferrea, che è quella dellantagonismo, inconciliabile solo in apparenza tra i poli del dualismo apollineo / dionisiaco. Alex è esuberanza animale, energia vitale allo stato puro ed affrancato da codici morali, ma è anche prodotto di una società e di una cultura persuasiva e pervasiva. Nulla di più naturale, quindi, che per un individuo come Alex, formato a dosi energiche di cultura massificata e privo di riferimenti alternativi, lInno alla gioia dalla Nona Sinfonia beethoviana, Sheherazade di Rimskij-Korsakov (1844 1908) e Singin in the Rain coincidano con espressioni di gioia incontrollata. Non sembra sussistere la gratuità logica nella soluzione che affida a Singin in the rain le truci cadenze del pestaggio: anche i conti della pertinenza sembrano tornare, giacché il giovanotto è prodotto della cultura del suo tempo cui attinge a proposito e sproposito. Dal momento che la pratica ed il compiacimento della violenza gratuita allontanano emotivamente lo spettatore da Alex, è indispensabile riportare lo spettatore a coordinate più normali e universali, condivise e condivisibili, quindi Kubrick opta per lindividuazione e valorizzazione di un punto di contatto. Con questa operazione, il cineasta inglese sceglie Singin in the rain e lInno alla gioia come punto di contatto tra il pubblico ed Alex, visto che questultimo risulta figlio di un alterità sociale, Queste pagine, infatti, avvicinano il protagonista, attraverso laccessibilità del linguaggio sonoro, al pubblico (pratica non nuova nei lavori di Kubrick). La ricerca di capisaldi musicali (e non) di estrema notorietà e di effetto collaudato sono riconducibili anche a quella che Ghezzi chiama la popolarità della comunicazione , ovvero lattrattiva ed accessibilità di linguaggi e modelli su cui Kubrick non ha labitudine di lesinare e che non disprezza limpiego di cavalli di battaglia , come in Eyes Wide Shout (1999) con Strangers in the night, impiegati con intenzioni allusive e simboliche.

 

A clockwork orange -il film-

Da Wikipedia

 

« Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milk Bar, arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milk Bar vende latte+, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto, e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza. »

 (Alex - nella famosa sequenza iniziale)

 

Arancia meccanica (A Clockwork Orange, 1971) è un film del 1971, diretto da Stanley Kubrick.

Tratto dall'omonimo romanzo distopico (che potrebbe tradursi letteralmente Un'arancia ad orologeria) scritto da Anthony Burgess nel 1962, prefigura - appoggiandosi ad uno stile fantascientifico - una società votata ad una esasperata violenza (giovanile, ma non solo) e ad un condizionamento del pensiero.

Quando fu distribuita sul circuito cinematografico, all'inizio degli anni Settanta, la pellicola destò scalpore (con una schiera di ammiratori pronti a gridare al capolavoro ma anche con una forte corrente di parere contrario) per il taglio originale e visionario adottato nella narrazione, che faceva ricorso in maniera iperrealistica, ma anche senza indugi speculativi, a scene di violenza.

Forte di 4 nomination agli Oscar del 1972 come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio, presentato lo stesso anno alla Mostra di Venezia, Arancia meccanica è rimasto nella storia del cinema - oltre che come fonte di citazioni letterarie e iconografiche - anche grazie al contributo, nella parte non originale, della colonna sonora. Essa recuperava, fra le altre, musiche classiche molto conosciute di Rossini e Beethoven, accentuando la chiave visionaria e onirica del film.

 

Trama  

Alex è il capo dei Drughi, una banda di teppisti che trascorre le notti a rapinare e torturare persone nelle loro case, a pestare barboni e a scatenare feroci lotte con bande rivali. Alex vive con i genitori, ed è seguito da un Ispettore Giudiziario Minorile che controlla disperatamente le sue mosse. Due sono le cose che adora: l'«esercizio dell'amata ultraviolenza» e Beethoven, che chiama affettuosamente «il Ludovico Van».

Una sera organizza una rapina con i suoi Drughi nella casa di un'eccentrica collezionista d'arte (ufficialmente direttrice di un "centro dimagrante", più plausibilmente maitresse di una casa d'appuntamenti), ma la donna si difende, e Alex la uccide. Tradito dai compagni, finirà in prigione, condannato per omicidio.

Lì viene a conoscenza dell'iniziativa del nuovo Governo in carica, che promette la scarcerazione immediata, a patto che ci si sottoponga ad un innovativo programma di "rieducazione", il Programma Ludovico. Senza fare troppe domande, accetta tutte le condizioni e viene trasferito in un luogo popolato di medici in cui viene costretto a vedere scene di violenza su uno schermo, mentre gli effetti di una sostanza iniettata poco prima cominciano a fargli provare un dolore fortissimo ed una sensazione di «morte da soffocamento», come puntualizza il conduttore dell'esperimento. In questo modo, nel giro di due settimane viene completamente condizionato a provare quella stessa sensazione di soffocamento e dolore di fronte a qualsiasi stimolo evocato nei film che aveva visto: violenza, sesso e la Nona Sinfonia di Beethoven che faceva casualmente da sottofondo in un documentario nazista.

Alex viene liberato ed il Governo esalta il Programma Ludovico, salutandolo come soluzione ai problemi della criminalità violenta e del conseguente affollamento delle prigioni. Ma Alex non ha cambiato la sua natura: è semplicemente condizionato, prova nausea e dolore quando tenta anche solo di reagire ad una violenza, e si ritrova in una società estranea: i genitori hanno affittato la sua stanza, i suoi vecchi compagni sono diventati poliziotti («per dei vecchi Drughi come noi, il lavoro più adatto è questo»), e le sue vittime si vendicano. Al centro ormai di un caso politico, e trasformato nella vittima perfetta, incapace di esercitare il libero arbitrio, lo sfortunato Alex, dopo essere stato torturato dai suoi vecchi "drughi", bussa alla porta dello scrittore torturato da lui stesso anni prima. Egli, avendo capito chi si era presentato alla sua porta, chiama dei cospiratori politici che pongono al giovane ex capo drugo delle domande per far cadere il governo attuale e, dopo aver avuto le risposte desiderate, lo inducono al suicidio attraverso la tanto amata Nona Sinfonia di Beethoven.

Malconcio, e di nuovo tra i medici, si risveglia da un sonno profondo nel quale, si lascia intendere, qualcuno ha tentato di de-condizionarlo («quand'ero tutto a pezzi, mezzo sveglio e inconscio, quasi...facevo quel sogno, sempre: tutti questi dottori che pasticciavano pensosi con il mio Gulliver, il mio cervello...»). Riceve la visita del Ministro dell'Interno che, preoccupato per lo scandalo causato dalla sua storia, si assicura che il ragazzo stia dalla sua parte. Alex torna a promettere, ad accettare tutte le condizioni, stringe la mano al Potere e viene colto da una visione: di nuovo sesso, di nuovo la sua adorata Nona e, stavolta, una Società che lo approva.

 

Beowulf

Da Wikipedia.

è un poema epico, completo e anonimo, scritto in lingua anglosassone (o inglese antico). La datazione lo colloca attorno alla metà dell'VIII secolo. Con i suoi 3182 versi, è il più lungo poema anglosassone. Ci è giunto attraverso un unico manoscritto, il Cotton Vitellius, conservato al British Museum. Il titolo Beowulf (dal nome dell'eroe del poema) fu attribuito a quest'opera a partire dal XIX Secolo.

 

Storia dell'opera 

Beowulf è uno dei poemi epici più antichi fra quelli sopravvissuti in lingua inglese arcaica. Il manoscritto in cui fu ritrovato è generalmente datato intorno all'anno 1000. Insieme al Beowulf, il manoscritto conservato al British Museum raccoglie altre opere di epoche diverse, accomunate dalla presenza di mostri e creature fantastiche. La trascrizione del manoscritto è opera di due scribi, ciascuno dei quali ha copiato circa metà del poema. Il manoscritto appartenne a Lawrence Nowell nel XVI secolo (ed è per questo noto anche come "Codice Nowell"); passò in seguito a Robert Bruce Cotton nel XVII secolo, e fu danneggiato da un incendio della Cottonian Library nel 1731.

 

L'originale fu trascritto nel 1786 dallo studioso islandese Grímur Jónsson Thorkelin, che pubblicò la trascrizione nel 1815, su commissione del governo danese. Da allora, le condizioni del manoscritto originale sono ulteriormente peggiorate, e la trascrizione di Thorkelin è quindi diventata una fonte secondaria importante (sebbene talvolta messa in discussione, per esempio da Chauncey Brewster Tinker in The Translations of Beowulf).

 

Lo spelling del manoscritto pare sassone occidentale con alcuni influssi dialettali anglici, elemento comune ad altri manoscritti inglesi datati intorno alla fine del primo millennio. L'origine del poema è certamente antecedente, e secondo alcuni risalirebbe all'VIII secolo. Si trattava quasi certamente di un'opera tramandata oralmente (lo testimonierebbero anche alcuni elementi strutturali dell'opera, come la presenza di una sorta di "riassunto degli avvenimenti precedenti" ad aprire alcune sezioni chiave, a intervalli regolari). È anche generalmente accettata l'idea che l'opera originale fosse composta da un poeta pagano; i riferimenti al cristianesimo presenti nel poema appaiono in effetti (in alcuni versi in modo chiarissimo) rimaneggiamenti posteriori, forse introdotti dagli stessi copisti.

 

Gli studi sulla collocazione storica del poema trovano comunque molti indizi anche nel contenuto specifico della narrazione. Beowulf è l'eroe di una tribù germanica della Svezia meridionale chiamata Geati, che libera il re della Danimarca da un terribile mostro. Se si considera che gli inglesi discendono principalmente da angli, sassoni e juti, e che queste ultime due tribù sono originarie della Danimarca meridionale e della Germania settentrionale, si comprende che Beowulf, per la cultura anglosassone, era un mito antico ma non antichissimo, che narra di un'origine (etnica e geografica) con la quale gli anglosassoni avevano ancora contatti, sia personali che in termini dinastici.

 

Pur essendo in gran parte opera di fantasia, il Beowulf cita alcuni personaggi ed eventi generalmente ritenuti storici, corrispondenti a un periodo a cavallo fra il 450 e il 600 d.C. In particolare, certamente storica è l'incursione del re Hygelac in Frisia, avvenuta intorno al 516, menzionata dal poema. Ma anche molti altri passaggi del poema (per esempio quelli su Hrothgar, Hrothulf e Ohthere) hanno corrispondenze in altre fonti nordiche considerate parzialmente attendibili dal punto di vista storiografico (per esempio l'Edda di Snorri, le Gesta Danorum, la fornaldarsaga), e alcuni hanno avuto persino riscontri archeologici (si pensi al ritrovamento della tomba di Ohthere a Vendel, in Svezia).

 

Non risulta, viceversa, che il personaggio di Beowulf possa avere corrispondenze storiche. È stato ipotizzato che l'eroe del poema sia una variante di Bödvar Bjarki, l'orso da battaglia, un eroe norvegese citato, fra l'altro, nelle Gesta Danorum di Saxo Grammaticus. Beowulf potrebbe infatti leggersi come bee-wolf, "lupo del miele", forse una kenning (metafora) per "orso" (a causa dell'amore degli orsi per il miele).

 

Il Beowulf fu per lungo tempo noto soprattutto agli studiosi dell'inglese arcaico, e considerato interessante quasi solo da un punto di vista strettamente linguistico. Nel 1936, J. R. R. Tolkien pubblicò un celebre articolo intitolato Beowulf: the monsters and the critics, che ebbe un'importanza fondamentale per far conoscere l'opera a un pubblico più ampio e rivelarne i meriti letterari.

 

 

 Forma letteraria 

Il testo è fondato sull'allitterazione (non vi sono rime) e il metro è basato sul numero di accenti (quattro per verso) anziché sul numero di sillabe. Lo stile narrativo fa largo uso delle kenningar (tipiche di gran parte della letteratura antica nordeuropea) ovvero sul riferimento a personaggi, luoghi, eventi attraverso perifrasi e metafore canoniche (per esempio i "marinai" sono i "guerrieri del mare"). Le kenningar, che contribuiscono a conferire al testo un sapore fortemente allegorico, sono usate in modo sistematico; spesso, addirittura, più kenningar vengono combinate in un'unica frase, in costruzioni linguistiche spesso difficilmente penetrabili dal lettore moderno.

 

 

 Trama 

Anthony Burgess osserva che Beowulf è, essenzialmente, una storia di guerrieri. Più precisamente, rappresenta l'unico esempio di poema epico completamente basato sull'archetipo dello scontro fra l'eroe e il mostro (San Giorgio e il drago).

 

Il poema si apre con la costruzione di un'immensa dimora per ordine del re danese Hrothgar a Heorot, il "Cervo". La splendida reggia attira l'attenzione di Grendel, un "vagabondo delle marche", un mostro gigantesco e sanguinario il cui aspetto viene descritto sempre indirettamente e a tratti, probabilmente un Troll della mitologia nordica. Dopo aver studiato la vita nella reggia dall'esterno per qualche tempo, Grendel prende a far visita al Cervo ogni notte, mietendo molte vite a ogni suo passaggio.

 

In soccorso al disperato re danese arriva Beowulf, nipote del re dei Geati (i Goti che abitavano, probabilmente, la Svezia meridionale). Anche dell'aspetto di Beowulf non si sa molto; certamente si tratta di un uomo molto giovane, fisicamente "eccessivo" (dotato di una statura e di una forza sovraumane, che lo fanno spesso apparire simile a quei giganti che la mitologia nordica ritrae sempre come ostili e pericolosi). Beowulf decide di affrontare Grendel a mani nude, e in un terribile combattimento riesce a strappare un braccio all'Orco e causarne la morte.

 

I festeggiamenti al Cervo sono appena iniziati quando, la notte successiva, il palazzo viene visitato da una creatura altrettanto sanguinaria, la madre di Grendel; rappresentata come una donna mostruosa e gigantesca, che abita in una dimora subacquea nascosta nei paludosi e nebbiosi acquitrini di una "marca" remota e inquietante. Beowulf offrirà ancora il suo sostegno al re e si recherà, in una sorta di simbolica discesa agli inferi, a incontrare l'Orchessa, riuscendo ancora vittorioso.

 

In una subitanea accelerazione della narrazione, Beowulf, tornato in patria, diventa re dei Goti, e regna pacificamente per 50 anni. Il suo regno viene però aggredito da un nuovo mostro, questa volta un drago. La rappresentazione del drago di Beowulf rappresenta un esempio canonico a cui si è certamente ispirata molta letteratura successiva, anche contemporanea (si pensi ai draghi di Tolkien): il drago di Beowulf è una serpe alata e volante; sputa fiamme e custodisce un antico tesoro. Già anziano, Beowulf affronta il drago per proteggere il proprio regno; pur riuscendo a ucciderlo, morirà anch'egli nello scontro (come Thor è destinato a morire uccidendo il gigantesco serpente d'acqua).

 

 

 Interpretazioni moderne 

 Per approfondire, vedi la voce Grendel#Interpretazioni moderne.

 

La serie di romanzi fantascientifici di Heorot, di Steven Barnes, Jerry Pournelle e Larry Niven, prende il nome dalla reggia del re Hrothgar e riprende molti altri temi del poema

Il Beowulf fu, per ammissione dello stesso Tolkien, una delle fonti di ispirazione per la sua opera

Numerosi film si sono ispirati al mito di Beowulf, soprattutto ripreso attraverso le interpretazioni di Gardner

Beowulf è un film fantasy/fantascientifico con Christopher Lambert, del 1999.

Beowulf & Grendel è il titolo di un film del 2005 del regista Sturla Gunnarsson, con Gerard Butler.

La leggenda di Beowulf è un film fantasy interamente in computer grafica diretto da Robert Zemeckis uscito nei cinema nel 2007, con Anthony Hopkins e Angelina Jolie.

Riferimenti a Beowulf si trovano anche in molti videogiochi:

Beowulf è un videogioco di genere adventure, basato sul poema originale;

Personaggi di nome Beowulf, o Grendel, o armi di nome Hrunting (la spada di Beowulf) appaiono anche nei seguenti giochi: Castlevania: Aria of Sorrow, Devil May Cry 3, Final Fantasy Tactics, Final Fantasy VIII, Final Fantasy X, Spartan: Total Warrior, Skies of Arcadia: inoltre, nei videogiochi Unreal Tournament 2003 e Unreal Tournament 2004, è presente una mappa dal titolo "DM-Grendelkeep" (la fortezza di Grendel)

Il gioco da tavolo Beowulf, di Reiner Krizia, è basato sul poema.

Il fumetto umoristico "Le Grosse Storie di Bewulf" è tratto da una distorta lettura del poema in chiave demenziale

Nella serie Star Trek - Voyager, più precisamente nell'episodio numero 12 della prima stagione dal titolo: Eroi e demoni (Heroes and demons), il guardiamarina Harry Kim (Garrett Wang) scompare dal ponte ologrammi della Voyager mentre stà utilizzando il romanzo olografico Beowulf. Tutta la puntata è una rielaborazione in chiave olografica della leggenda in cui il Dottore (Robert Picardo) della Voyager assume il ruolo di Beowulf, mentre Grendel è impersonato da un'entità aliena responsabile del blocco del programma.

Beowulf è anche il nome di un noto progetto per il clustering parallelo.